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Lilliu scrive al sindaco: "Rivedere gli accordi con Abbanoa"

Giampaolo Lilliu critico con Abbanoa e con la giunta regionale
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Giampaolo Lilliu critico con Abbanoa e con la giunta regionale

Il capogruppo del movimento civico Essere Oristanesi protesta per la vicenda del deposito cauzionale

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ORISTANO. Rivedere l'accordo con Abbanoa: la richiesta arriva da un consigliere della maggioranza che sostiene il sindaco Guido Tendas. Giampaolo Lilliu, capogruppo del movimento civico Essere Oristanesi, ha scritto al sindaco per chiedere un intervento alla luce della vicenda del deposito cauzionale chiesto da Abbanoa. "Quanto sta avvenendo in questi giorni in merito al deposito cauzionale richiesto dal gestore idrico ai cittadini,  ripropone il fondamentale problema della gestione dei costi di un bene di primaria necessità per la vita quotidiana dei cittadini".

Lilliu chiede al sindaco che rispetti un impegno assunto dal consiglio comunale a fine 2013: <Oggi è diventato ancora più indispensabile definire in modo definitivo i rapporti fra il Comune e il gestore in merito all’accordo intercorso in passato con la giunta Nonnis e chiarire aspetti importantissimi in merito all’organizzazione e la gestione di un bene indispensabile come l’acqua da parte di Abbanoa".

"Sempre più numerose -  segnala Lilliu - sono, infatti, le lamentele dei cittadini nei confronti del gestore idrico, lamentele che riguardano in particolare le problematiche del servizio che oltre ad essere in alcune fasi eccessivamente oneroso (come nei casi di disdetta e di riallaccio), spesso crea disagi causati dai ritardi negli interventi e dalla poca trasparenza nella gestione delle pratiche. Tutto questo non è più sostenibile".

Ecco perché il Comune dovrebbe rivedere il proprio rapporto con Abbanoa, recependo "le istanze provenienti dai cittadini facendole proprie e promuovendo tutte quelle azioni utili a risolvere le problematiche", ma anche protestando in modo chiaro con la Giunta Regionale: "La Giunta Pigliaru -  conclude Lilliu - ancora una volta si limita a recepire e prendere atto di una delibera dell’Autorità per l’energia elettrica, gas e il sistema Idrico, senza valutarne le conseguenze disastrose causate alle famiglie sarde e soprattutto senza creare quelle condizioni di confronto politico a tutti i livelli che avrebbe potuto portare anche ad una valutazione negativa della delibera stessa".

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