La Nuova Sardegna

Oristano

Scuola, la protesta si fa più dura: due licei occupati

di Caterina Cossu
Scuola, la protesta si fa più dura: due licei occupati

Oggi manifestazione degli studenti per le vie della città Critiche alle politiche del Governo in tema di istruzione

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ORISTANO. Questa mattina sarà il momento più importante della protesta. Studentesse e studenti, ma anche i precari e i lavoratori del mondo della scuola, sono chiamati a scendere in tutte le piazze d’Italia, e quindi anche in quelle di Oristano, per rivendicare risposte ai problemi sociali del paese. Ed è il collettivo studentesco Antonio Gramsci di Oristano ad aderire allo Sciopero Sociale, promuovendo una corteo studentesco che partirà alle 9,30 da piazza Roma e che chiederà «una scuola pubblica, laica, solidale, inclusiva, gratuita, anticlassista, democratica e antifascista». Già ieri, però, i due licei cittadini si sono fatti portabandiera dell’ondata di malcontento studentesco passando alle “maniere forti” e avviando prima l’autogestione mattutina, sfociata poi nel pomeriggio in un’occupazione dei due istituti di piazza Aldo Moro e di via Messina. Al liceo classico Salvatorangelo De Castro e allo scientifico Mariano IV stanotte hanno dormito solo i maggiorenni, e oggi allo Scientifico, mentre una delegazione parteciperà al corteo di piazza, gli altri studenti rimarranno a svolgere il programma dell’autogestione.

«L’occupazione era necessaria, è la forma di protesta che crea più disagio in una scuola quindi dimostra che vogliamo andare fino in fondo ed essere ascoltati» spiega Nicola Solinas, uno dei rappresentanti del Mariano IV. Per gli studenti del classico era di primaria importanza ottenere l’utilizzo degli spazi. «Vogliamo che i locali scolastici siano a disposizione dei cittadini, quindi anche di noi studenti» ha puntualizzato la rappresentante del De Castro, Emma Casula, nonché membro del Collettivo Antonio Gramsci.

Sabato si farà autogestione nelle ore curricolari e probabilmente si dormirà sia stanotte che domani in entrambi gli istituti, con l’obiettivo di organizzare nella giornata di domenica un’assemblea che coinvolga tutte le scuole di Oristano, possibilmente anche quelle della provincia e rappresentanti dei Collettivi da tutta la Sardegna.

«Renzi e la ministra Giannini hanno risposto alle nostre mobilitazioni degli ultimi anni con la Buona Scuola, una proposta di legge che viene sintetizzata in 12 punti e che non fa nessun riferimento né al diritto allo studio, né tantomeno ai diritti degli studenti — scrive il collettivo di Oristano —. Tra le tante cose la riforma prevede l'entrata e la collaborazione di privati e aziende all'interno delle scuole, l'alternanza scuola-lavoro che diventerà obbligatoria per il triennio negli istituti tecnici e professionali e che sarà finanziata dai privati che sfrutteranno gli studenti per i propri interessi economici, il totale potere assegnato al dirigente che avrà il compito oltre che di amministrare la scuola di stabilire quali siano gli insegnanti più meritevoli a cui assegnare gli scatti stipendiali e potrà licenziare gli insegnanti che non sapranno tenere il passo nella competizione».

Ma è la parificazione di scuola pubblica e privata a destare indignazione più di ogni altra cosa, nel punto in cui la riforma prevede che «le scuole paritarie non solo saranno legittimate ad accedere ai fondi pubblici, ma a competere per essi con quella pubblica».

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