Bosa, tra Casula e Mastino nessun cenno di disgelo
BOSA. Clima politico sempre teso dopo lo scontro in aula consiliare il 13 novembre. «Il mio è stato uno sfogo, per la situazione di impotenza rispetto all’atteggiamento attuato nei confronti della...
BOSA. Clima politico sempre teso dopo lo scontro in aula consiliare il 13 novembre. «Il mio è stato uno sfogo, per la situazione di impotenza rispetto all’atteggiamento attuato nei confronti della minoranza», dice Piero Franco Casula. Che sottoscrive i concetti espressi nella nota stampa pubblicata anche via social network sulla pagina ufficiale di Per Bosa. Sul “fascista” rimbombato in aula all’indirizzo del sindaco, Luigi Mastino parla di “Fatto gravissimo” con possibili ripercussioni extrapolitiche. «Ho novanta giorni di tempo per decidere su un’eventuale azione legale». Da valutare «Anche in base ai futuri comportamenti di chi ha offeso me e l’ufficio che rappresento» chiarisce. Insomma, resta la guerra fredda con risicati margini di disgelo, visto che i contendenti se le danno ancora di santa ragione. «Siamo in piena dittatura, con una gestione del Consiglio insofferente e intollerante nei confronti delle minoranze» scrivono da Per Bosa a Luigi Mastino. Accusato di non aver inserito all’ordine del giorno due interpellanze urgenti “ e di aver tolto la parola al capogruppo dell’opposizione applicando un regolamento «Approvato ad hoc dalla maggioranza in tempo utile per la discussione delle dichiarazioni programmatiche», ma non ancora entrato in vigore. «Grave scorrettezza istituzionale e regolamentare quella di togliere la parola in un momento politico centrale del mandato amministrativo. Pagina ingloriosa del Consiglio Comunale” calca la mano Piero Franco Casula. Con un finale all’arsenico. «Il sindaco con il suo atteggiamento, ha confermato quanto ormai pensano e dicono di lui i cittadini: atteggiamenti dittatoriali e di uomo solo al comando …. con il consiglio schiavo e asservito al suo volere» termina il comunicato. Considerazioni respinte al mittente «Non c’è nessuna dittatura e nessuna prevaricazione. Le norme del nuovo Regolamento, legittimamente approvate dal Consiglio, sono in vigore dal 12 novembre, e io le farò rispettare con onestà e fermezza» replica Luigi Mastino. Che aggiunge «Certo che quella di giovedì sera è stata una pagina ingloriosa. Ma per unica e totale responsabilità del consigliere Casula, che ha espresso le sue considerazioni con urla e un atteggiamento aggressivo». Mentre, sulle critiche al documento programmatico espresse in aula «Vedremo fra cinque anni il risultato, per ora stiamo lavorando per cercare di tamponare problemi che qualcuno in passato ha creato». Quindi la finale citazione epigrafica: «Auguro lunga vita agli invidiosi».
Alessandro Farina
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