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Oristano

le statue di mont’e prama

Anche Atene ha scoperto i giganti

Anche Atene ha scoperto i giganti

Il maratoneta Andrea Mulas ha corso con il quadro che li raffigurava

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ORISTANO. A volte basta correre per andare lontano. Così la maratona dell’oristanese Andrea Mulas, conclusa con mille problemi fisici e un tempo non certo soddisfacente, vale ben più dei quarantadue e rotti chilometri che l’hanno portato sino al traguardo di Atene. Come promesso aveva con sé due cose irrinunciabili nel tragitto conclusosi nello storico stadio rinnovato, in cui fu fissato l’arrivo delle due storiche edizioni della maratona olimpica dei giochi moderni. Così sotto lo stesso striscione in cui nel 1896 il greco Spiridon Louis e nel 2004 l’italiano Stefano Baldini, è passato Andrea Mulas che ha raccolto applausi non solo per aver portato a termine la sua fatica, ma perché con sè aveva due oggetti particolari. Il primo era il costume sardo con il quale ha condotto tutta la gara, il secondo era la tempera con una raffigurazione dei giganti di Mont’e Prama del pittore Alessio Bachis – le statue sono state stilizzate alla maniera dei fumetti italiani della prima metà del Novecento –. Il mix identitario sardo ha dato i suoi frutti, perché ha attirato l’attenzione dei media nazionali greci e di altri media internazionali, tanto che le interviste del maratoneta oristanese sono finite su una tv giapponese regalando alle statue di Mont’e Prama e alle scoperte archeologiche una pubblicità internazionale.

Agli organizzatori della maratona di Atene è stato poi donato un vasetto con della terra speciale, quella del Sinis. È una terra di civiltà antiche quanto quelle greche, crogiuolo di civiltà.

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