Priorità alle opere di mitigazione per voltare pagina dopo il ciclone
Terralba adesso guarda al futuro per ricostruire insieme all’Autorità di bacino e all’Università Il sindaco Piras: «La soluzione, interventi graduali e combinati per intercettare l’acqua a monte»
TERRALBA. Un piano per mettere in sicurezza il territorio. La strada per evitare il ripetersi di altri 18 novembre non è ancora percorribile ma comincia a delinearsi. L’autorità di Bacino con il supporto tecnico dell’Università di Cagliari e la costante collaborazione del Comune ha individuato una serie di interventi per mettere in sicurezza il territorio e risolvere le criticità dei corsi d’acqua. Il sindaco Pietro Paolo Piras durante un’assemblea pubblica ha presentato alla popolazione il nuovo piano di protezione civile e anche la situazione dei progetti di mitigazione: «Inizialmente abbiamo scartato alcuni interventi perché troppo costosi e troppo invasivi dal punto di vista ambientale, come l’innalzamento degli argini lungo tutto il corso del rio Mogoro o la realizzazione di golene, una sorta di secondo argine, anche questo troppo dispendioso e lungo perchè comporterebbe una serie di espropri con tutte le difficoltà – spiega Piras –. Perciò si sono individuati diversi interventi più piccoli e combinati, che avrebbero un effetto positivo anche presi singolarmente e hanno costi un po’ più contenuti». Innanzitutto una sorta di vasca di contenimento sul rio Mogoro, a monte di Uras, che trattenga le acque in caso di piena e faccia defluire solo quella parte d’acqua che può essere contenuta dal rio Mogoro senza esondazioni. Un secondo intervento sarebbe la costruzione di un’idrovora alla confluenza tra il rio Mogoro e il canale delle acque alte che prenda l’acqua da lì e la immetta sul rio Mogoro per evitare che tracimi e defluisca verso il centro abitato di Terralba. Altro intervento previsto, il prolungamento del canale delle piene millenarie che intercetti l’acqua che viene dal monte Arci e la dirotti anziché sul canale acque alte, verso lo stagno di s’Ena Arrubia. Inoltre sono previsti una serie di interventi che salvaguardino l’abitato di Uras dirottando i torrenti che ora l’attraversano. «L’Autorità di bacino ha previsto 120mila euro per la progettazione, speriamo entro marzo che sia tutto nero su bianco e che la Regione individui i fondi necessari a realizzare queste opere – continua Piras –. Inoltre sono stati già assegnati all’Unione dei Comuni 4 milioni di euro per un’altra serie di interventi sui canali». Ci sono quindi anche altri interventi previsti e concordati con Abbanoa e il Consorzio di bonifica: il rafforzamento dell’argine del canale che costeggia Terralba, parallelo alla strada per Uras, che intercetti acqua che proviene appunto da Uras, costruzione di un’idrovora vicino al depuratore che dirotti le acque verso il canale acque medie, in modo da aiutare il canale manca nel caso non avesse capienza sufficiente, e l’allargamento di un altro canale parallelo. «Questi 4 milioni devono essere spesi entro 5 anni massimo – continua Piras –, una volta conclusi i lavori potremo parlare dell’eliminazione dei vincoli di edificazione».
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