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Scomunica per Abbanoa: i preti verso la ribellione

di Elia Sanna
Scomunica per Abbanoa: i preti verso la ribellione

Importi altissimi per santuari aperti una sola volta l’anno: è il caso di Tramatza. 2Molti sacerdoti contestano i consumi rilevati e annunciano che non pagheranno

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ORISTANO. Parte la crociata della chiesa contro Abbanoa per gli avvisi di pagamento per i consumi dell'acqua recapitati alle parrocchie della Sardegna. In soldoni, ogni singola chiesa, dotata di un contatore, dovrà pagare subito 960 euro, 120 solo la cauzione. Una esagerazione per molte parrocchie, la maggior parte delle quali vive grazie ai fedeli. Nella sola Diocesi di Oristano, ci sono oltre 250 chiese che rischiano di pagare un conto salatissimo: oltre 200mila euro. Davanti a queste cifre, qualche fedele scherzando ha spiegato che forse il vin santo era stato annacquato e che ora a rischiare saranno gli assetati. Dalle pagine della Nuova Sardegna, don Pietro Borrotzu, presidente della Associazione Carta di Zuri, ha contestato pubblicamente l'assessore regionale dei Lavori pubblici Paolo Maninchedda, che aveva difeso la scelta di Abbanoa di far pagare la cauzione. Per don Pietro è una scelta che va contro i poveri: «Nel momento peggiore della crisi quella di chiedere ad ogni famiglia 50 euro e ben 120 per ogni chiesa – ha tuonato il religioso – è una decisione scellerata». Per il sacerdote la cifra richiesta come deposito cauzionale supera spesso l’importo dei consumi annuali addebitati. E colpisce anche quelle chiese campestri che vengono aperte una volta all'anno.

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