Villa S. Antonio assolto un allevatore
VILLA SANT’ANTONIO. Da un’azienda sparisce un cancello. Qualcuno lo nota in un altro terreno e così il proprietario di quest’ultimo finisce sotto processo. Ha anche rischiato la condanna a un anno,...
VILLA SANT’ANTONIO. Da un’azienda sparisce un cancello. Qualcuno lo nota in un altro terreno e così il proprietario di quest’ultimo finisce sotto processo. Ha anche rischiato la condanna a un anno, perché il pubblico ministero Marco Ulzega lo riteneva responsabile di ricettazione, ma la vicenda giudiziaria dell’allevatore Salvatore Cugusi si è conclusa con l’assoluzione decisa dal giudice per le udienze preliminari, Silvia Palmas, al termine di un rito abbreviato alquanto combattuto.
In aula l’allevatore originario di Fonni ci era finito dopo l’indagine dei carabinieri che avevano ritrovato il cancello rubato proprio nel terreno in cui questi aveva l’azienda zootecnica. Avevano anche fatto le prove per vedere se fosse davvero quello sparito dall’altra azienda e come la tessera di un mosaico il cancello si incastrò perfettamente. A quel punto arrivò il rinvio a giudizio e la successiva richiesta dell’avvocato difensore Gianfranco Siuni di celebrare il processo con il rito abbreviato condizionato alla produzione di documenti e ad alcune testimonianze. Al termine delle varie audizioni il pubblico ministero Marco Ulzega ha chiesto la condanna a un anno, ma l’esito è stato differente. Nell’arringa la difesa, sulla scorta anche della testimonianza dei carabinieri, ha rimarcato il fatto che nell’azienda lavorassero anche altre persone oltre al proprietario. Non c’era quindi la certezza che la ricettazione del cancello fosse opera di Salvatore Cugusi. (e.s.)
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