Allarme per lo sfratto, ma era solo un controllo
Arborea, tensione per la famiglia sulla quale incombe l’ufficiale giudiziario Si è trattato di un servizio dei carabinieri. Mobilitati i sostenitori degli Spanu
ARBOREA. Non c'è stato alcuno sfratto e non si è visto neppure l'ufficiale giudiziario. La famiglia di Giovanni Spanu, almeno per ora, rimane barricata nella sua abitazione di Arborea. Ieri mattina, la presenza, a pochi metri dalla strada 22 ovest, di decine di carabinieri della Compagnia di Oristano aveva fatto pensare ad un nuovo blitz con l'obiettivo di sgomberare l'abitazione oramai, come è ben noto, acquisita dalla banca. I carabinieri si sarebbero solo limitati ad effettuare un posto di blocco e identificare le persone che transitavano lungo la consortile 22.
Insomma, un normale posto di controllo del territorio ma che ha ingenerato un falso allarme. Tanto che la notizia di un possibile blitz ha allertato non solo la stampa ma anche alcuni attivisti del presidio permanente che ha contribuito sino ad oggi a tenere lontano l'ufficiale giudiziario. Oltre a Bastiano Cumpostu, che ieri mattina ha portato nuovamente la solidarietà a Giovanni Spanu e alla sua famiglia, c’erano anche alcuni rappresentanti del movimento “Sardigna Indipendentzia”. La loro presenza ha contribuito a ingenerare ulteriormente l'equivoco tanto che ad un certo punto si è sparsa la voce che stesse arrivando l'ufficiale giudiziario. Ma quest'ultimo non si è presentato, perché non era stata predisposta alcuna iniziativa da parte del tribunale. A casa di Giovanni Spanu, secondo indiscrezioni, sarebbe arrivato anche il suo legale. Il piccolo presidio di attivisti è rimasto a ridosso dell'abitazione per tutta la mattinata, ma poi prima delle 14 tutti sono andati via, dopo aver accertato che i carabinieri stavano facendo un semplice controllo.
Gli animi all'interno della abitazione della famiglia Spanu, si sono rasserenati anche se la situazione resta difficile. I componenti della famiglia Spanu, tra i quali ci sono anche anziani e bambini, sono determinati a non lasciarsi portare via la casa e l'azienda agricola del valore di diverse centinaia di migliaia di euro vendute all'asta per una vecchia e contestatissima cambiale di 16 milioni di lire, pari a ottomila euro di oggi, cambiale che peraltro l'anziano capofamiglia sostiene sia stata onorata a sua tempo.
Nel corso del blitz dello scorso 8 maggio si era temuto il peggio, dopo che erano saltati fuori un coltello da cucina e un fucile da caccia e l'avviso che qualcuno era pronto a tagliarsi la gola e a spararsi per avere giustizia.
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