Horse country, il caso finisce in tribunale
Ghilarza, presentata l’opposizione alla richiesta di archiviazione. A breve la decisione del giudice
GHILARZA. La storia travagliata dell’horse country arriva nell’aula del tribunale. Per conoscerne il finale bisogna attendere ancora qualche giorno perché la decisione, al momento, è sospesa. Il giudice per le indagini preliminari, Silvia Palmas, ha infatti preso tempo prima di esprimere il proprio parere sull’opposizione alla richiesta di archiviazione. Quest’ultima era stata presentata dal pubblico ministero Paolo De Falco che anche ieri in aula ha ribadito la propria opinione chiedendo che il fascicolo, aperto in seguito ad una denuncia contro ignoti per omissione d’atti d’ufficio, concluda la sua storia proprio con un’archiviazione.
Questo non è piaciuto all’avvocato Rossella Oppo che, per conto dei titolari della società che aveva in gestione la struttura comunale, ha presentato appunto l’opposizione. E ieri mattina in aula ha ribadito le proprie tesi spiegando che non di omissione, ma di abuso d’ufficio si sarebbe trattato. Il colpevole di questo reato andrebbe ricercato all’intero dell’amministrazione comunale e per questo è stato chiesto che il giudice disponga un supplemento d’indagine oppure indichi direttamente al pubblico ministero in quale direzione muoversi, secondo le sue facoltà e come ha già fatto in altre occasioni.
Ovviamente è stata ricostruita anche tutta la storia travagliata dell’impianto nato tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000. La gestione fu data dal Comune a Luciano Agus al quale successivamente venne chiesto di presentare una polizza assicurativa che sollevava l’amministrazione da qualsiasi responsabilità. È allora che l’assicuratore richiede il certificato di agibilità dell’impianto, ritenendolo indispensabile per poter garantire la copertura assicurativa ed è sempre nello stesso momento che si scopre che l’impianto avrebbe avuto solamente la certificazione con la quale si decretava la conclusione dei lavori. Quando il sindaco Stefano Licheri intimò al gestore di lasciare la struttura, la polemica divampò e successivamente partì la denuncia. Tanto più che, nel 2013, quando la scuola di equitazione fu costretta a chiudere, il Comune avrebbe staccato anche le utenze idriche lasciando una quindicina di cavalli senz’acqua e arrivando a cambiare anche la serratura.
Tutto vero e tutto meritevole di un’inchiesta penale da portare avanti? Non resta che attendere pochi giorni e la decisione del giudice. (e.c.)
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