Torregrande, lavori senza fine a Villa Baldino
La tenuta ceduta al Comune alcunii anni fa è ancora un’incompiuta L’intervento doveva essere terminato da tempo ma l’impresa sembra sparita
ORISTANO. Il campo per giocare a bocce è quasi pronto. Peccato che nel giardino di Villa Alcyone, disegnato a propria immagine e somiglianza dall'oculista, poeta e benefattore oristanese Salvatore Baldino, suoni quantomeno come una nota stonata, per non dire di peggio. Per realizzarla l'impresa che si è aggiudicata l'appalto comunale da 241mila euro per il restauro e risanamento conservativo di una delle poche cose di Torregrande che meritasse davvero di essere conservata ha anche tagliato senza tanti complimenti una mezza dozzina di alberi e il fatto che fossero solo degli eucalipti non rende la cosa meno discutibile. E in ogni caso, per il momento su quel campo di bocce non ci può giocare nessuno, perchè i lavori di restauro della villa, che dovevano terminare tassativamente entro il 13 febbraio scorso, sono ancora in alto mare. Gli operai dell'impresa Abdm di Villaputzu che si era aggiudicata i lavori con un ribasso d'asta del 19,99% non si sono più fatti vivi e il cantiere appare come abbandonato in fretta e furia. «I lavori saranno realizzati nel termine contrattuale di 270 giorni», annunciava il Comune il 12 settembre del 2012, ma dalla data di consegna dei lavori, 25 aprile 2013, a oggi, di giorni ne sono già trascorsi quasi 600 e ora c'è il timore che il restauro di Villa Alcyone possa restare una incompiuta come quello dell'ex Foro Boario, dell'ex carcere militare di via Ghilarza e, per restare a Torregrande, dell'Area grandi eventi. Villa Alcyione, conosciuta oggi come Villa Baldino, fu edificata negli anni 50 del secolo scorso dall'oculista Salvatore Baldino che alla sua morte la lasciò in eredità alle suore Giuseppine, che la girarono poi al patrimonio comunale assieme alla clausola che fosse destinata a finalità benefiche e assistenziali imposta dal dottor Baldino. E il progetto di restauro, opera degli architetti Gabriele Loy e Silvia Oppo, è finalizzato proprio a questa finalità. Tra le altre cose è prevista infatti anche la realizzazione di una piattaforma elevatrice per l'accesso ai piani superiori e di servizi a norma per i disabili. Il progetto prevedeva anche la sistemazione del giardino alberato, che occupa un'area di 5 mila metri quadri e ha una particolarità che lo rende unico perchè è anche il cimitero dei cani del dottor Baldino, che sulle loro tombe realizzò con le proprie mani degli originali monumenti funebri in pietra con tanto di "mezzo busto" dei cari estinti a quattro zampe.
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