Dopo rissa nel derby al campo Tharros rischio porte chiuse
Reazioni dopo le intemperanze di giocatori e dirigenti L’assessore Naitza: «Attenzione, la struttura non è a norma»
ORISTANO. «Continuare a polemizzare sull'episodio di domenica scorsa non fa bene a nessuno. Vero è, però, che la scazzottata a fine derby di andata mette un problema per il ritorno. Vedremo al momento cosa fare, ma non escludo che valuteremo l'ipotesi di giocare a porte chiuse». L'assessore comunale allo Sport, Emilio Naitza, soppesa modi e termini, ma la frase tuona come un fulmine a ciel sereno. In casa Tharros tremeranno di certo i vetri, visto che quel 12 aprile dell'anno prossimo sarà la padrona del campo e di conseguenza non potrebbe accogliere il pubblico pagante proprio nella giornata dove le due regine calcistiche della città, neopromosse entrambe alla Prima categoria, si affronteranno di nuovo. Posto che non si rigiochi anche l'andata, dove i padroni di casa sarebbero nuovamente i biancorossi dell'Oristanese. Il giudice sportivo ha, per ora, soprasseduto annunciando unicamente il reclamo, e ha comminato rispettivamente tre e due giornate di squalifica ai due espulsi protagonisti della rissa, l'attaccante dell'Oristanese Jimmy Cossu e il tharrosino autore della rete della vittoria, Nicola Serra.
Nel futuro potrebbe esserci anche l’ipotesi del match a porte chiuse: il campo Tharros oggi è aperto, ma non è in regola. Spiega come stanno le cose ancora Emilio Naitza: «Si gioca in generale a porte aperte solo perché il Comune ha sottoscritto un'assunzione di responsabilità, deroga che cesserà di essere necessaria quando saranno realizzati i lavori di messi a norma. La gara è stata pubblicata, ma l’intervento,finanziato con fondi Fas, non potrà iniziare prima della fine di questo campionato, quindi a giugno».
Solo dopo arriverà l'agibilità e il passo successivo sarà certamente l'appalto di gestione, altra prospettiva che fa tremare i polsi ai dirigenti delle società che usufruiscono della struttura.
Attualmente, infatti, il campo comunale accoglie non solo la Tharros, ma anche l’Oristanese e la squadra femminile dell'Atletico Oristano, che milita in serie B. Troppi tacchetti da sopportare per un campo che ha quasi 25 anni alle spalle. Per cercare di preservare il manto erboso gli allenamenti, nei giorni di pioggia, si fanno (a rotazione) nelle altre strutture comunali nelle frazioni, con un discorso a parte per l'Oristanese, che ha fatto un ingente investimento nei campi della Figc di Sa Rodia. E nonostante qualcuno insinui che gli accordi non vengano pienamente rispettati, l'assessore assicura che «spesso le luci ormai sono spente in settimana e se qualcuno contravvenisse sarebbe grave, perché andrebbe contro a un preciso diktat imposto dal Comune". La situazione, però, non potrà andare avanti così e tra le ipotesi il nuovo bando di gestione, con ogni probabilità pluridecennale e vincolato al rifacimento del manto erboso, c'è anche quella della gestione unica. «Prematuro parlarne – taglia corto Naitza – , ma sarà un bando che non penalizzerà nessuna delle società oristanesi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google