Affari sempre più magri: il coro delle feste è triste
Un breve viaggio tra gli esercenti mette in risalto soltanto lamentele E c’è persino chi ipotizza che sia meglio aprire solo nel periodo estivo
BOSA. Commercio: ennesimo annus horribilis. Numero di clienti e capacità di spesa calano vistosamente di stagione in stagione e pure il Natale non è più quello di una volta. Mentre ai pellegrinaggi di acquirenti nei grossi centri commerciali dell’isola si unisce la nuova moda della vendita online. Così se l’inverno 2014 regala un meteo sereno e gradi centigradi da primavera, a dicembre e sotto le un tempo attese feste, per molti registratori di cassa la temperatura dei guadagni è da sotto lo zero. Con speranza di qualche vendita e nuovi incassi rimandati a ridosso del 25, quando i più fortunati potranno forse contare su resti delle tredicesime per un regalino.
«Immaginando un grafico dalla fine degli anni ’90 ad oggi si va da cento a zero, credo quindi che abbiamo toccato il fondo – spiega Eugenio Madeddu di Moda Uomo, esercizio che si affaccia su piazza Monumento dal lontano 1964 –. I clienti sono sempre meno, con meno danaro a disposizione, anche in questo periodo dell’anno. Mentre spese e tasse per noi aumentano. Ovviamente si apprezza ogni intervento che può creare movimento, ad esempio le luminarie, ma di ripresa qui non si vede ancora neanche l’ombra.
Carmen Carta, che solo un anno fa ha aperto un negozio di calzature per bambini sotto l’insegna de La Banda dei Bottoni Scarpe: «Non va bene in generale. Quando ci sono i mercatini di Natale, per fare un esempio, vediamo tanta gente, ma pochi entrano nei negozi malgrado le offerte non manchino. Segno che la crisi si fa sentire.
Giambattista Obino gestisce due negozi, in via Manno e al Corso. «Dal 2008 ad oggi il calo è stato progressivo. Colpa del lavoro che manca e quindi della possibilità di avere soldi in tasca. Così anche a Natale se pure uno vuole fare un regalino magari non può. Anzi gli amici te lo dicono apertamente. Ci salva quindi l’estate. Alla fine saremo magari costretti, come in altre realtà della Sardegna, a pensare in chiave stagionale: chiusi sei mesi l’anno e aperti solo in primavera estate».
Piermario Rassu è il patron di Total Sport, negozio che punta alla clientela sportiva «Dal 2007 al 2011 la situazione era gestibile, poi la corsa è stata verso il basso – dice –. Le spese sono tante, le tasse anche, e facciamo ormai affidamento sul turismo estivo. Bisognerebbe però lavorare per creare occasioni e promuovere iniziative tese all’allargamento della stagione».
Gennaro Murolo di G.M. Calzature opera da trent’anni a Bosa, e il suo negozio da venti si trova in via Lamarmora, a due passi da piazza Monumento: «Negli ultimi quindici anni si fa fatica a tenere in piedi l’attività per due fattori principali: una tassazione troppo elevata e una realtà dove sempre più la mancanza di lavoro incide sulla possibilità economica dei clienti. Natale è diventato un’agonia, anche perché si aspettano per gli eventuali acquisti, quando possibile, i saldi. Ci salviamo quindi con gli incassi della primavera estate, ma è veramente dura resistere».
Lasciando vestiario e scarpe anche altre realtà merceologiche non navigano in acque meno agitate. «L’andamento del commercio in questi anni da uno a dieci? zero– sintetizza in una battuta Mariantonia Pinna di R.M. Gioielli, locali tra piazza Monumento e Corso – . I soldi in circolazione sono sempre meno, segno della crisi. Ma è anche vero che sono aumentate le vendite online. Prima ti accorgevi che arrivava il Natale dal via vai di clienti, ora non più».
Le fa eco Massimo Mocci, titolare di un negozio per articoli da regalo dall’altra parte della storica strada in acciottolato: «Da anni va sempre peggio, tanto più in un settore come il mio. Oggi, malgrado sconti e promozioni, anche in questo periodo le vendite sono fortemente calate. E se prima per me Natale era sinonimo di super lavoro, adesso è diventato solo fonte di ansia». Wang Li Feng è cinese d’origine e bosano d’adozione, qui ha messo su famiglia e da quattro anni gestisce un bazar-casalinghi nella centrale piazza Gioberti (Mercato). «Ogni anno è sempre peggio e si vende sempre meno, anche se i nostri articoli non hanno certamente prezzi alti. Non solo nei mesi di bassa stagione, anche d’estate».
Per restare alle feste «Anche quest’anno il morale è molto sotto tono» spiega Silvano Chelo di Pancaffè, storico esercizio di via Ginnasio che al panificio pasticceria artigianali ha unito gli scaffali con prodotti tipici di qualità. «Il calo è sempre più accentuato, ma siamo ottimisti verso gli ultimi tre giorni prima di Natale. Quando, come lo scorso anno, con l’arrivo delle tredicesime la situazione si era sbloccata. Anche se il vero augurio è che nelle case torni un po’ di serenità, altrimenti non c’è neanche voglia di fare un regalo».
Per Francesco Ghisu della Gioielleria Prendas, esercizio nella Piazza Fontana «questo è il sesto Natale sotto tono. Ormai lavoro solo con i diamanti da investimento o con il solitario acquistato e donato come pegno d’amore. Sul resto, quantomeno nel mio settore, incidono molto le vendite online, con le quali non possiamo certo competere».
Giuseppe Zucca, titolare di una edicola-bazar che si affaccia su piazza Monumento chiude il cerchio delle interviste: «Dal 1999 ad oggi i numeri sono in sempre più in evidente calo. Anche perché in questa città molti vivono grandi difficoltà economiche. Prima della crisi si riusciva infatti a sostenere l’attività anche solo col circuito cittadino dei clienti, oggi dobbiamo aspettare l’arrivo dei turisti per far quadrare i conti».
Mentre il Natale, fino a qualche anno fa terreno di caccia al regalo «permetteva anche investimenti. Oggi invece non possiamo più affrontare nuove spese per rimpinguare l’offerta sui nostri scaffali».
Questo il quadro generale della situazione a sentire le testimonianze dei protagonisti del cuore economico di Bosa, figurarsi in periferia. Spaccato di un settore, quello del commercio, che fornisce anche l’indice del consumo interno e di quello pendolare (legato ai rapporti con i paesi vicini), come del più largo ventaglio offerto dalle presenze turistiche.
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