La sclerosi multipla si batte in sella a un cavallo
ORISTANO. Si è concluso il biennio di lavoro di “Here is the challange”, un progetto di ippoterapia per pazienti con la sclerosi multipla. Gli atti finali sono stati una manifestazione di dressage e...
ORISTANO. Si è concluso il biennio di lavoro di “Here is the challange”, un progetto di ippoterapia per pazienti con la sclerosi multipla. Gli atti finali sono stati una manifestazione di dressage e un convegno.
Il progetto sardo fa parte del programma Solidarityche della Federazione Equestre Internazionale e della Fise Sardegna. È stato messo a punto, insieme all’università di Cagliari, per testare l’evoluzione e l’involuzione della sclerosi multipla nei giovani affetti che praticano sport equestri.
Negli impianti della Società equestre di equitazione sabato si è svolta una serie di percorsi di dressage a cui hanno partecipato i cinque sportivi che hanno iniziato due anni fa l’approccio all’equitazione, mentre nella mattinata di domenica, all’Hotel Mistral 2, si è svolto un convegno che ha permesso ai protagonisti di commentare i risultati raggiunti e ai tecnici di valutare questi due anni di lavoro.
A introdurre i lavori è sttao Stefano Meloni, Presidente della Fise Sardegna, che ha poi dato spazio a Barbara Ardu, responsabile nazionale della riabilitazione equestre, la quale ha presentato il progetto, seguita dagli interventi di Katherine Ferguson e Alessandra Pes, tecnici di equitazione, dei neurologi Eleonora Cocco e Giancarlo Coghe, del medico dello sport Elisabetta Marongiu e del biomeccanico Massimiliano Pau. Non potevano mancare, infine, i cavalieri coinvolti nel progetto che nacque alla fine del 2012, sotto la presidenza di Maria Grazia Sechi, e si è sviluppato nel biennio 2013-2014.
La Sardegna, terra di cavalli, è anche terra di sclerosi multipla, la più colpita tra le regioni italiane. La Fei ha dunque sponsorizzato un percorso pilota con protagonisti di Alghero, Oristano, Nuoro, Villanovaforru e Cagliari. Dopo una prima fase riabilitativa il programma prevedeva il passaggio alla preparazione agonistica con l’obiettivo di arrivare alle gare internazionali di Paradressage.
Le due giornate di Oristano hanno quindi raccontato come i ragazzi abbiano superato il passaggio dalla messa in sella alle prime gare e saranno il supporto scientifico su cui sarà possibile costruire ulteriori percorsi sportivi in futuro.
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