Case mobili, la difesa chiede l’assoluzione
Cabras, la modifica della legge non è però sufficiente e il giudice apre comunque il dibattimento
CABRAS. La legge è cambiata, ma per l’assoluzione è troppo presto. Le parole che il giudice monocratico, Antonio Enna, dice in udienza lasciano intuire che questa può essere nell’aria nel processo che riguarda l’utilizzo di case mobili nel campeggio di Is Aruttas. Ma senza un’istruttoria non si può comunque arrivare alla sentenza. Il fatto nuovo del processo contro i gestori del camping, Gegi Corongiu e Ginetta Carta, erano stati la nuova legge dello scorso maggio e il successivo pronunciamento della Corte di Cassazione che avevano modificato la normativa per l’utilizzo delle case mobili.
Partendo da questo presupposto, il tribunale di Oristano aveva accolto l’istanza di dissequestro delle undici case mobili sin dall’estate scorsa. In udienza, gli avvocati difensori Stefano Gabbrielli e Simone Prevete sono andati oltre e hanno quindi presentato istanza di proscioglimento essendo venuti a cadere, se mai ci fossero stati, quei requisiti per giustificare la contestazione di lottizzazione abusiva e di violazione della Legge Urbani.
Il pubblico ministero Daniela Muntoni si è però opposta a questa richiesta spiegando che la nuova legge impone comunque la temporaneità dell’installazione delle strutture. Nel caso del campeggio di Is Aruttas questo requisito mancherebbe: l’utilizzo delle case mobili non avrebbe perseguito esigenze temporanee e la legge demanda al giudice la valutazione sulla necessità o meno di avere le autorizzazioni per l’installazione dei prefabbricati.
Le due tesi contrapposte hanno quindi costretto il giudice ad una non brevissima camera di consiglio, al termine della quale ha chiarito che serve comunque l’istruttoria e che si riserverà, nel corso del dibattimento, di prendere una decisione sul proscioglimento o meno dei due imputati.
A quel punto il processo vero e proprio è iniziato con l’audizione dell’unico testimone. Prima di decidere il rinvio dell’udienza all’11 marzo, in aula ha deposto l’ispettore della Guardia Forestale, Giuseppino Serra, che diresse gli accertamenti e le operazioni che portarono al sequestro avvenuto nel 2011, pochi mesi dopo che i due imputati erano diventati gestori del camping.
Sono state descritte le caratteristiche delle case mobili, installate però su dei blocchi di cemento, e quali opere di urbanizzazione si fossero rese necessarie perché venissero ospitate nel camping.
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