Imu agricola, udienza il 2 gennaio
Abbasanta, il Consiglio aveva già deciso di sospendere il pagamento della tassa
ABBASANTA. Consiglio comunale compatto contro l’ultima manovrina fiscale del governo e solidale con i cittadini che senza la recente sospensiva del Tar si sarebbero ritrovati a pagare una tassa in più per effetto del decreto sull’ introduzione dell’Imu agricola. Pericolo temporaneamente scongiurato grazie al pronunciamento del Tar del Lazio, che alla vigilia di Natale ha disposto la sospensione del pagamento dell'imposta sui terreni nelle zone collinari. Con effetto immediato in tutte le regioni i giudici hanno accolto il ricorso dell'Anci congelando la scadenza del 26 gennaio. Prima che il Tar imponesse l'aut aut al governo, l’assemblea civica di Abbasanta aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno contro l’istituzione del nuovo balzello. «Una grossa fetta dei terreni agricoli sono di proprietà di persone che hanno superato i 65 anni di età, nella maggior parte dei casi pensionati che, da coltivatori diretti o da braccianti agricoli con 40 anni di contributi, percepiscono una pensione di 480-540 euro al mese. Esigere 50 euro d’imposta da questi cittadini vuol dire togliere loro la possibilità di mangiare, curarsi, sostenere le spese quotidiane», ha detto nella seduta di martedì l’assessore all’Agricoltura Bachisio Medde.«È l’ennesima imposizione dello Stato sui cittadini che sul piano politico non condividiamo», ha affermato il sindaco Stefano Sanna annunciando la proposta di posticipare al 30 giugno il pagamento dell’Imu sui terreni, «per darci la possibilità di proporre tutti i documenti possibili nei confronti dello Stato e nella speranza che qualcosa cambi», ha auspicato. «Ormai i Comuni stanno diventando i gabellieri dello Stato», ha commentato il consigliere di minoranza Giorgio Campus. «Non si può gravare sempre sulla stessa fascia di persone» ha dichiarato il vicesindaco Paola Leone ricordando che i pensionati e gli ex coltivatori diretti che ancora curano i loro appezzamenti «Presidiano il territorio». I giudici amministrativi entreranno nel merito della vertenza nell'udienza fissata per il 2 gennaio. Nella sospensiva sono state accolte tutte le argomentazioni prodotte dai sindaci: dai criteri dubbi adottati per calcolare l'imposta agli effetti controproducenti che la retroattività del decreto avrebbe avuto su bilanci già approvati. Le forze consiliari hanno trovato la massima intesa anche sulla proposta di ratifica di alcune variazioni al bilancio, che in particolare hanno riguardato il contributo regionale di 33.mila euro destinato a reintegrare le perdite economiche subite nel 2013 dagli allevatori a causa della Lingua blu.
Maria Antonietta Cossu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
