Concluse le celebrazioni di “Sa Die”
ORISTANO. Le celebrazioni di Sa Die se sa Sardigna all’Unla si sono concluse ieri, con la proiezione del film “Capo e Croce. Le ragioni dei pastori”, di Marco Antonio Pani e Paolo Carboni, ultimo...
ORISTANO. Le celebrazioni di Sa Die se sa Sardigna all’Unla si sono concluse ieri, con la proiezione del film “Capo e Croce. Le ragioni dei pastori”, di Marco Antonio Pani e Paolo Carboni, ultimo degli event nell’ambito della tre giorni di celebrazioni.
In città la festa del popolo sardo, che ricorda l’insurrezione popolare del 28 Aprile 1794 con il quale si allontanarono da Cagliari i Piemontesi, è stata celebrata con un convegno, una visita guidata, la degustazione della vernaccia e balli.
Anche a Oristano, infine, si è svolta, in concomitanza con altri centri della Sardegna, l’iniziativa “Sa die in tundu”, un girotondo attorno alla statua della Giudicessa Eleonora d’Arborea.
Il ricco programma, composto da 40 eventi nei luoghi della cultura dei capoluoghi delle quattro province storiche, ha messo in rete istituzioni, associazioni e scuole ed è stato realizzato dall’Assessorato della Lingua e cultura sarda, con la Terra de Punt di Tore Cubeddu, e in collaborazione con lo sportello linguistico regionale, Laore, e l’Assessorato dell’Agricoltura.
Altre interessanti celebrazioni si sono svolte un po’ dappertutto nella Provincia. Ad Arborea, anche la consulta giovanile ha aderito a Sa die in tundu, un'iniziativa creata da un'associazione regionale apartitica per festeggiare Sa die de sa Sardigna.
“Il 28 di aprile mettiti in cerchio con un simbolo della tua identità, fai un piccolo gesto per raccontare al mondo la storia del tuo popolo”, era l’invito formulato dai ragazzi della Consulta. Il luogo prescelto per l’”abbraccio”, era Viale Omodeo, di fronte al Municipio, per circondare uno dei luoghi simbolo della cittadina della bonifica. Un modo diverso per celebrare una festa identitaria, stringendosi quindi, e non solo virtualmente, attorno ai simboli dell’identità e della comunità.
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