Fugge e fa irruzione negli uffici comunali di piazza Manno
Attimi di apprensione nella sede del settore Ambiente Uno sconosciuto è entrato dopo aver litigato con un amico
ORISTANO. Piazza Manno, uffici del settore Ambiente del Comune in un tranquillo giovedì di lavoro. All’improvviso si sentono delle urla, una persona si fionda all’interno degli uffici, si affaccia alla finestra di uno dei piani superiori e da lì non si vuole muovere. Qualcuno si spaventa, poi capisce che quella persona non ce l’ha con i dipendenti e che, allo stesso tempo, non vuole compiere qualche gesto estremo come un suicidio. Eppure, per un attimo, proprio questo si è temuto. Invece era solo una persona che scappava.
Scappava, appunto, ma da chi? In piazza Manno qualcosa di strano è accaduto: due amici, o forse è meglio definirli conoscenti, iniziano una discussione che poi si tramuta in qualcosa che rischia di degenerare. C’è uno dei due che pretende la restituzione di trenta euro che però non vengono fuori. Spunta invece un coltello o qualcosa che gli somiglia talmente tanto che uno dei due decide di fuggire. E per sentirsi al sicuro sceglie il primo portone che vede aperto e dove può entrare praticamente indisturbato, nonostante i recentissimi fatti del tribunale di Milano e l’allarme rosso scattato in tutta Italia non più di un mese fa.
La porta giusta è quella degli uffici del settore Ambiente del Comune, dove i dipendenti vivono qualche attimo di apprensione. Per prima cosa vedono lo sconosciuto entrare e poi gettarsi a capofitto verso le scale. Urla, sale al primo piano, si avvicina a una finestra e racconta qualcosa che inizialmente è incomprensibile. Viene chiesto immediatamente l’intervento delle forze dell’ordine che, pochi attimi dopo, sono in piazza Manno.
È allora che si capisce che quella persona non vuole aggredire i dipendenti o tentare il suicidio. Sta solamente scappando dall’amico che lo voleva aggredire e lo minacciava col coltello per i trenta euro contesi. Ritornata la calma, le forze dell’ordine accertano anche l’identità dei due e si scopre che uno di loro era anche agli arresti domiciliari per cui non avrebbe dovuto trovarsi tranquillamente in giro per strada. Saranno per lui ulteriori guai, intanto si ripropone la questione della sicurezza dei dipendenti o amministratori pubblici. Gli uffici, infatti, sono tutt’altro che blindati e vi può passare praticamente chiunque senza quasi essere controllato.
Dopo l’episodio di Milano, a Oristano c’era stato il caso di una persona assistita dai servizi sociali che aveva minacciato a parole il sindaco Guido Tendas, l’assessore Maria Obinu e il presidente della giunta provinciale, Massimiliano De Seneen. Fortunatamente non si era andati oltre le parole. La situazione sociale generale è però incandescente, sempre più deteriorata ed esasperata.
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