La Nuova Sardegna

Oristano

«È finto cieco», l’accusa vuole la condanna

San Vero Milis, chiesti tre anni e mezzo per il pensionato che avrebbe truffato l’Inps per 22mila euro

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SAN VERO MILIS. Andava in bicicletta, faceva la spesa abitualmente, suonava la fisarmonica. Il tutto da solo e senza difficoltà, ma quando si recava dal medico che doveva valutare le sue condizioni di salute sarebbe riuscito a fingere talmente bene da trarre in inganno più dottori. Così, per dieci anni, Pietro Mario Madau avrebbe percepito la pensione come se fosse un cieco totale. Per il pubblico ministero Paolo De Falco null’altro era se non un truffatore dell’Inps. E il tutto sarebbe stato aggravato dalla calunnia rivolta verso la commissione che gli revocò la pensione. Accusò i medici che stavano effettuando nuovi accertamenti sul suo caso di non consentirgli di soddisfare le proprie esigenze quotidiane, proprio in virtù di quella revoca.

I reati contestati per i quali sono stati chiesti tre anni e mezzo di condanna sono quelli di truffa, di tentata truffa e di calunnia. Accusa che la difesa, affidata all’avvocato Massimiliano Ravenna ha provato a smontare dopo la requisitoria del pubblico ministero che ha preso spunto dalle testimonianze e dai filmati della guardia di finanza che indagava su casi di presunti falsi invalidi. Per la pubblica accusa, uno dei più famosi fisarmonicisti della zona sarebbe stato abilissimo nell’ingigantire gli effetti della malattia che, soltanto in questi ultimi anni, l’avrebbe condotto alla cecità totale. Precedentemente, come dimostrerebbero i filmati, svolgeva attività che solo persone con la vista ancora funzionale possono permettersi di fare da soli.

Sul palco dei concerti saliva accompagnato da altre persone; dal medico che lo doveva valutare non andava mai da solo e questo avrebbe indotto i dottori a compiere valutazioni errate tanto da dichiarare la cecità totale e da creare un danno all’Inps quantificato in 22mila euro.

Di fronte a queste accuse, l’avvocato Massimiliano Ravenna ha risposto ripercorrendo le tappe della malattia degenerativa da cui è affetto il pensionato e facendosi forte delle perizie specialistiche che già erano state esposte nella precedente udienza. In quell’occasione c’era stato uno scontro tra i consulenti dell’accusa e quelli della difesa che erano arrivati a conclusioni opposte. Secondo l’avvocato, Pietro Mario Madau riusciva a svolgere le attività proprio perché aveva sviluppato delle capacità particolari che gli hanno consentito di sopperire a questa grave carenza.

La sentenza del giudice monocratico Riccaro Ariu arriverà il 5 ottobre dopo le repliche delle controparti.

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