Scritte ingiuriose sul lungomare E intanto spariscono i cartelli
San Vero Milis: continua la protesta contro la chiusura della strada a fianco alla spiaggia di Putzu Idu Il presidio dei contestatori intende rimanere sul posto sino alla data delle elezioni amministrative
SAN VERO MILIS. Il caldo non è solo quello che si respira a ridosso della spiaggia delle saline. Oltre alla temperatura atmosferica in costante aumento, a Putzu Idu e Mandriola si sono scaldati anche gli animi. Durante la notte tra domenica e lunedì sono spariti i cartelli di divieto che segnalavano la chiusura al traffico del lungomare e sono comparse, ai due estremi della lingua d’asfalto che unisce le due borgate più popolose, alcune scritte offensive rivolte all’amministrazione comunale riportare sull’asfalto con una mano di vernice bianca.
Sul lungomare, però, c’è anche chi ha deciso di esporsi in prima persona senza sfruttare i favori dell’oscurità. A pochi metri dall’ingresso di Mandriola da ieri mattina alle 8 c’è il presidio dei cittadini che chiedono la riapertura del lungomare, questa volta con un atto amministrativo. Le scorciatoie da teppisti non sono ben viste da queste parti: “Sono spariti i cartelli? Sarà stato qualcuno che ha agito di testa sua. Noi non ne sappiamo nulla”, dicono in coro le donne delle borgate. Tra le signore, controllate a vista da due pattuglie dei carabinieri e dalla Digos, c’è anche la decana Pasqualina Vacca, residente a Mandriola dal 1967: «E c’era già la strada. La usavamo tutti ed è una follia chiuderla senza motivo».
La discussione tratta proprio le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione comunale a chiudere il lungomare: «Prima si parlava di rinaturalizzazione della spiaggia. Ora di questioni di sicurezza per la costruzione dei chioschi – aggiunge Rita Sanna. Forse è arrivato il momento che l’amministrazione si decida e ci faccia sapere una volta per tutte per quale motivo abbiano deciso di chiudere la strada».
Concetta Careddu ricorda la genesi del disservizio e gli effetti più fastidiosi: «Avevano detto che sarebbe stata una chiusura temporanea, ma si sono dimenticati che dalle borgate, ogni mattina, partono una ventina di studenti delle scuole elementari, medie e superiori. Partono alle 6.45, tanto per chiarire».
Infatti, il pullman dell’Arst ferma a Su Pallosu e da Mandriola c’è lo scuolabus comunale che fa la spola verso la piccola borgata. Una spesa in più per il Comune, oltre che un ritardo che si traduce nel ritorno a casa degli alunni dopo le 15. Nel presidio dei cittadini c’è anche Vittorio Alesi, invalido al 100 per cento che si è trasferito a Mandriola sei mesi fa: «Ora per arrivare alla guardia medica di Putzu Idu devo fare 14 chilometri, sette all’andata passando da Sa Rocca Tunda e sette al ritorno. È una situazione assurda, incomprensibile».
Il presidio dovrebbe restare fino al 31 maggio, il giorno delle elezioni amministrative: «Lo chiederemo al prefetto», hanno concluso le donne che ancora sperano nella riapertura del lungomare.
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