Il sindaco Murru si difende: «Io applico solo le norme»
SAN VERO MILIS. «Siamo gli unici che hanno avuto il coraggio di trovare un’alternativa alla chiusura totale del lungomare». Le ultime dichiarazioni di Flavia Adelia Murru durante l’incontro con gli...
SAN VERO MILIS. «Siamo gli unici che hanno avuto il coraggio di trovare un’alternativa alla chiusura totale del lungomare». Le ultime dichiarazioni di Flavia Adelia Murru durante l’incontro con gli abitanti delle borgate marine non si discostano da quello che il sindaco ha sempre sostenuto da quando la strada tra Putzu Idu e Mandriola è stata chiusa al traffico. Secondo Flavia Adelia Murru la sua amministrazione non avrebbe colpe: «Prendetevela con chi, nel 2006, ha approvato le linee di gestione del Sic. Io ho fatto quello che chiede la legge e le ho trasportate nello strumento urbanistico di riferimento: il Pul», risponde il primo cittadino a chi lamenta problemi a causa della chiusura del lungomare che, ovviamente, non è nemmeno in discussione.
Oggi verranno posizionati i blocchi di cemento e tra venti giorni dovrebbero iniziare i lavori per la costruzione dei nuovi chioschi: «Ecco perché è necessario chiudere, ci sono norme di sicurezza da rispettare durante i lavori».
L’idea della rinaturalizzazione del lungomare è invece quasi sparita dall’agenda del sindaco, nonostante in principio fosse l’obiettivo principale: «Non so quando verrà rimosso l’asfalto, non abbiamo una data – ammette Flavia Adelia Murru – e non sappiamo nemmeno quando verrà dissequestrato lo stradello, non abbiamo presentato un’istanza ma lo faremo quando partiranno i lavori dei chioschi».
Dunque, nonostante i tentativi per trovare un’alternativa, le borgate marine resteranno divise. Anche perché, in mezzo alla strada asfaltata verranno montati i nuovi chioschi: «Assegnati in maniera trasparente», ha aggiunto il sindaco nonostante sulla procedura pesi un ricorso accolto dal tribunale amministrativo che ha imposto all’amministrazione di riammettere al bando tre operatori che in un primo momento erano stati esclusi. L’unica responsabilità che Flavia Adelia Murru sente di potersi accollare, parzialmente, è quella dei lavori sullo stradello sequestrato dalla Procura della Repubblica: «Forse sono stati fatti male ma c’è un’indagine in corso e c’è anche un indagato». (c.z.)
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