La Nuova Sardegna

Oristano

Un alloggio per i parenti dei malati

di Enrico Carta
Un alloggio per i parenti dei malati

Il Club Soroptimist dà il via al restauro dei vecchi muristenes del Rimedio

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ORISTANO. Un tempo ospitavano i pellegrini, oggi sono dei ruderi. Testimonianze preziose di un passato culturale e religioso ancora molto sentito, i muristenes che si trovano di fronte alla basilica di Nostra Signora del Rimedio avranno una doppia nuova vita. Il restauro che parte per opera dell’associazione Soroptimist di Oristano trasformerà, mantenendone l’identità architettonica, quelli che un tempo erano i rifugi dei devoti che raggiungevano il Rimedio. Adesso quegli spazi di proprietà della Curia non ospiteranno i pellegrini del cosiddetto turismo religioso, ma diventeranno delle piccole case per accogliere i parenti dei malati che sono assistiti all’Istituto Santa Maria Bambina. Sono pazienti che hanno avviato un percorso di recupero tutt’altro che semplice dopo aver subito dei gravissimi traumi. Molti di loro sono usciti da stati di coma e ora, per quanto assistiti in maniera eccellente dagli specialisti, hanno bisogno del continuo abbraccio dei familiari. Questi ultimi a loro volta hanno la necessità di stare vicini ai loro parenti, ma non sempre ne hanno la possibilità perché a Donigala non ci sono strutture che li possono ospitare e pagare un albergo è invece impensabile per via dei costi.

E allora l’idea della socia del Soroptimist, Anna Maria Manni, ha ispirato le altre componenti del club che hanno deciso di provarci. La strada ormai è imboccata, anche se non sarà semplice e breve da percorrere, soprattutto perché l’impegno economico sarà notevole e sorpasserà i centomila euro. Il primo passo, come hanno spiegato la presidentessa del Soroptimist Paola Meconcelli e la socia Gabriella Greco, verrà mosso sabato in occasione del convegno che sarà ospitato all’Hotel Mistral 2. Avrà come relatori i professori Stefano Zurrida e Stefano Martella, medici all’Istituto Oncologico Europeo di Milano.

È in quell’occasione che saranno presentati i dettagli del progetto di restauro, accolto con grande calore dall’arcivescovo Ignazio Sanna e da don Vincenzo Curreli, responsabile del Santa Maria Bambina. A curare l’intervento, che dovrà rispettare i vincoli imposti dalla Soprintendenza, sarà l’architetto Rossella Sanna, a sua volta componente del Soroptmist.

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