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Oristano

LA DENUNCIA

«Impennata del recupero crediti»

«Impennata del recupero crediti»

Il segretario della Cgil Manca: sempre più lavoratori senza paga

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ORISTANO. Un'agenzia di recupero crediti. Dove non si parla più dei diritti del lavoratore ma si fanno principalmente conti e le conciliazioni sugli stipendi non percepiti dai dipendenti – appalti pubblici il più delle volte, ma anche aziende private – sono diventati, ormai, il pane quotidiano. Questa è la situazione drammatica vissuta dalla Cgil ogni giorno: «Il ruolo del sindacato oggi è radicalmente cambiato – spiega Roberta Manca, segretario generale provinciale –. Cerchiamo di resistere e di tamponare in questa situazione di crisi ma gli strumenti che abbiamo sempre utilizzato, e che continuiamo a usare, oggi non sortiscono gli stessi effetti. Questo è mortificante, oltre che preoccupante». Due giorni fa, due conciliazioni davanti al prefetto, a distanza di due ore l'una dall'altra, per due appalti pubblici che rappresentano un emblema dell'andamento generale. La prima ha riguardato una quindicina di lavoratrici che si occupano delle pulizie del Comune e degli uffici giudiziari. Madri, qualcuna anche con tutta la famiglia a carico, e giovani lavoratrici che da anni devono ricorrere alla trattativa per avere quel che spetta; stipendi che non vanno oltre la retribuzione di 12 ore settimanali e che sono andati negli anni, di appalto in appalto, progressivamente diminuendo. Va avanti da oltre un anno e mezzo anche la vertenza dei dipendenti della mensa dell'ospedale, che fanno riferimento a un'azienda privata aggiudicataria di bando per il pubblico impiego. Tra denunce per diffide accertative e segnalazioni alla Asl, il faldone in mano al sindacato è consistente e racchiude un carteggio servito a sollecitare il pagamento degli stipendi di una ventina di dipendenti. Cuochi, autisti, addetti alle pulizie, con compensi che oscillano dai 400 ai 1200 euro. Nessuno di loro può dire di aver sempre ricevuto regolarmente quanto pattuito per contratto. Ora, ci sono in ballo gli stipendi di febbraio e marzo, quello di aprile non è ancora scaduto ma resta pendente un punto interrogativo. La situazione è incartata tra le maglie della burocrazia, con l'azienda che non collabora e il prefetto che ha ancora le mani legate fino al prossimo incontro, visto che quello di mercoledì ha portato a un nulla di fatto. In aggiunta a questa situazione disastrosa, a gennaio gli stessi dipendenti si sono rivolti al sindacato per una conciliazione sulla tredicesima del 2013 e tredicesima e quattordicesima del 2014 ancora insolute. «La ripercussione gravissima è sulle condizione di lavoro. I lavoratori oggi si trovano troppo spesso a dover sorvolare su aspetti come la sicurezza, pur di mantenersi garantito quel minimo di retribuzione» chiude Roberta Manca.

Caterina Cossu

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