La sagra delle ciliegie, venduti 30 quintali
Bonarcado, pienone di visitatori attirati dalla manifestazione e dai tanti eventi culturali collaterali
BONARCADO. La 13esima sagra di “Sa cariasa Bonarcadesa”, andata in scena ieri, come prevedibile, ha richiamato migliaia di visitatori e va in archivio con un bilancio molto positivo. Alle 10 di mattina, c’erano già diversi pullman provenienti da tutta l’isola; un’ora più tardi trovare parcheggio nelle aree di sosta era impossibile. Nei punti vendita allestiti dai produttori le ciliegie, oltre 30 quintali, sono andate letteralmente a ruba. L’evento, grazie all’organizzazione curata dal coro Bonacatu, con la collaborazione della Pro loco e del Comune, ha fornito anche l’occasione per mettere in mostra il meglio della produzione agroalimentare del Montiferru: i prodotti caseari, i dolci tipici e l’ artigianato locale, hanno riscosso il favore dei visitatori. Non solo ciliegie quindi, ma anche numerose iniziative culturali e divulgative che hanno conferito alla tredicesima edizione della sagra una connotazione molto più ampia. La passeggiata attraverso i sentieri della storia, curata dall’associazione archeologica Tocoele, ha offerto al numeroso pubblico che ha seguito la relazione dell’archeologo Giuseppe Maisola, la possibilità di ripercorre momenti importanti della storia locale, legati all’antico monastero dei monaci camaldolesi e all’epoca giudicale. La sagra è stata utile anche al gruppo delle volontarie che si sono adoperate, attraverso la vendita di dolci e altri prodotti, per reperire fondi da destinare al restauro di un’immagine della Madonna risalente al 1200. «Per il restauro servono 30mila euro – ha detto Maria, che si è fatta portavoce dell’iniziativa – e il nostro gruppo sta dando il proprio contributo per arrivare alla cifra necessaria. Se arriveranno altri fondi da sponsor privati o istituzioni pubbliche, ben vengano». Lo spettacolo offerto dal ciliegeto comunale, che tra una decina di giorni aprirà i cancelli ai residenti per la raccolta del frutto necessario a soddisfare il fabbisogno familiare, è straordinario: «Questo patrimonio appartiene alla comunità bonarcadese – ha detto Agostino Sassu, vice presidente del Coro Bonacatu – e deve essere preservato e valorizzato, perché rappresenta qualcosa di importante per il futuro dei nostri figli». Il concetto espresso da Sassu è molto semplice: «Putroppo, però – fanno notare alcuni –, come accade in ogni comunità, a volte non tutti remano nella stessa direzione. E capita che qualcuno decida di vendere il proprio prodotto in concorrenza con tutti gli altri, magari facendo un prezzo inferiore. Ma noi non ci preoccupiamo – dicono gli organizzatori – ognuno è libero di fare quello che vuole». Infine, da registrare l’ottimo servizio di accoglienza e di guida alla viabilità gestito dai Barracelli e dalla polizia locale. Tutto curato alla perfezione.
Piero Marongiu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
