Piccole aree verdi, le scelte del Comune fanno discutere
BOSA. Fa discutere, come era prevedibile, il nuovo regolamento approvato dal consiglio comunale che disciplina la concessione di piccole aree verdi affidandole alla volontaria cura di privati o...
BOSA. Fa discutere, come era prevedibile, il nuovo regolamento approvato dal consiglio comunale che disciplina la concessione di piccole aree verdi affidandole alla volontaria cura di privati o associazioni. Argomento che richiama qualche precisazione, dopo la seduta di consiglio comunale dei giorni scorsi, e porta alla mente anche qualche simpatico episodio del passato. «Voglio chiarire che durante la discussione del punto relativo all’approvazione del regolamento in consiglio comunale io ero presente», puntualizza l’esponente di Per Bosa Sergio Rosa. Mentre sul fronte della cura del verde a ricordare un episodio del passato è Francesco Ghisu, che gestisce da anni l’oreficeria Prendas, a due passi dalla storica fontana di piazza Costituzione, monumento apprezzato dai turisti e che inaugura a fine ottocento l’acquedotto comunale. «Ho adottato e curo ormai da anni l’aiuola vicino al mio negozio, come altri miei colleghi a Bosa», racconta l’imprenditore, «ma sono stato costretto a mettere un cartello che richiama alla mia attività, perché è capitato più volte che i fiori che piantavo venissero portati via, in modo da chiarire chi si occupasse di quella fioriera». In particolare un episodio ha colpito però Francesco Ghisu «Tempo fa ho colto sul fatto una donna, mentre sradicava una piantina. La signora però, alle mie lamentele ha risposto «tanto sono del Comune». Sono diversi i commercianti che si prendono cura di aiuole e fioriere vicine ai propri esercizi, ad esempio molte di quelle che fungono da spartitraffico lungo il corso Vittorio Emanuele. O, come i titolari del caffè I Portici, una parte delle aiuole che circondano alla base proprio la fontana di Piazza Costituzione. Area dove non mancano per la verità altre preoccupazioni e tensioni. Sulla piazza infatti si affacciano diversi locali, con appostamenti nei punti strategici per accaparrarsi il potenziale cliente di passaggio. Mentre il Comune viene chiamato in causa sul fronte dei criteri di concessione e assegnazione degli spazi pubblici, sotto la coltre di ombrelloni sistemati attorno al manufatto storico per dare ombra agli avventori. (al.fa.)
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