La Nuova Sardegna

Oristano

Rogo alle Quattro More: interrogatori e indagini

di Alessandro Farina

Bosa, i carabinieri cercano elementi utili a identificare i responsabili dell’incendio Non sarà facile: nella zona tra Bosa Marina e Turas non c’è videosorveglianza

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BOSA. Chi e perché aveva un qualche interesse a incendiare il bar Le Quattro More sulla litoranea tra Turas e la frazione balneare di Bosa? Su queste domande stanno lavorando i carabinieri della stazione di Bosa, che seguono le indagini.

Il riserbo ovviamente è massimo, anche perché gli accertamenti sono ancora in corso, ma sull’origine dolosa del gesto i militari hanno pochi dubbi dopo il rogo che nella notte tra mercoledì e giovedì ha letteralmente raso al suolo il locale a pochi passi dalla spiaggia di Turas.

Intorno alle quattro del mattino del 4 giugno, infatti, qualcuno ha notato le fiamme che avvolgevano la struttura e ha dato l’allarme. I vigili del fuoco di Macomer hanno lavorato diverse ore per avere ragione delle lingue di fuoco e bonificare l’area, ma del locale e delle attrezzature delle Quattro More è rimasto solo un cumulo di macerie fumanti ormai inservibili, e un danno che secondo le prime stime ammonta a circa ottantamila euro. Senza contare che diverse buste paga, quelle del personale che avrebbe dovuto prendere servizio questa estate, sono ora a rischio, al pari della stagione di un esercizio ormai storico, punto di riferimento per i frequentatori della spiaggia e delle calette di Turas.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del nucleo Radiomobile di Macomer e quelli della stazione di Bosa, coordinati dal maresciallo Andrea Colosimo, che hanno eseguito i primi rilievi e avviato una serie di verifiche. Tese appunto, considerato che l’ipotesi accreditata è il gesto doloso, a cercare di ricostruire quanto avvenuto. Anche se alcuni possibili scenari vengono esclusi, a partire dal fatto che l’episodio possa essere legato a questioni di racket o ad un gesto vandalico.

Nel primo caso perché a quanto pare nessun elemento sembra condurre ad una pista di questo tipo. Mentre difficilmente un vandalo si porta appresso una tanica di liquido infiammabile, e questo smonterebbe la seconda ipotesi.

I carabinieri intanto hanno sentito informalmente nelle scorse ore diverse persone, ma le indagini si presentano indubbiamente difficili. Soprattutto perché nella zona di Turas non ci sono telecamere di videosorveglianza che possano fornire qualche immagine utile, ad esempio. I militari comunque non demordono, mentre a Bosa l’attestazione di solidarietà agli imprenditori colpiti è corale. Si cerca di studiare anche una qualche forma di aiuto che possa consentire ai gestori delle Quattro More di riavviare l’attività al più presto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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