Bosa, erbacce e sporcizia a Santa Caterina
BOSA. In attesa del massiccio intervento di messa in sicurezza di facciate e poggioli nelle palazzine che si affacciano su piazza Giommaria Angioy, annunciato da tempo e di competenza di Area...
BOSA. In attesa del massiccio intervento di messa in sicurezza di facciate e poggioli nelle palazzine che si affacciano su piazza Giommaria Angioy, annunciato da tempo e di competenza di Area Oristano, nel popoloso quartiere di Santa Caterina, all’ingresso sud della città dalla statale 129 bis, altre questioni emergono dalle continue segnalazioni degli abitanti.
Questa volta indirizzate all’amministrazione civica per quanto riguarda il taglio dell’erba in alcuni spiazzi e lungo quello che dovrebbe essere un marciapiede, accanto ai locali che ospitano la scuola dell’infanzia e la Asl, invasi da erbacce e pattume vario.
Nella piazzetta dietro le prime case vicino all’accesso della Statale, infatti, erba e arbusti la fanno da padrone, in un’area che molti sperano possa invece diventare un parco giochi per bambini. Mentre nella striscia dall’ingresso dei Servizi territoriali fino all’angolo ancora l’erba alta e la presenza di immondizia non permettono certo il transito dei pedoni.
La richiesta quindi è per un intervento di pulizia che prevenga il possibile insorgere di altri problemi, a quanto pare già registrati negli anni scorsi, come quello delle zecche. Che nell’erba, in concomitanza del clima più caldo, potrebbero trovare un habitat confortevole.
Altra questione quella delle alte chiome degli alberi che spiccano nella piazzetta che ospita l’effige di Santa Filomena. «Da tempo chiediamo che vengano sfoltite, perché nella nostra abitazione siamo costretti a tenere la luce accesa anche di giorno, considerato che non filtra un raggio di sole» spiega per l’ennesima volta uno degli abitanti, Peppe Caddeo. Le foglie secche a terra inoltre creano altri patemi d’animo: «L’altra sera qualcuno si è divertito a dargli fuoco. Quando mi sono accorto di quanto succedeva sono uscito per spegnere le fiamme» conclude l’abitante. (al.fa.)
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