Terralba, scoppia la polemica sul festival letterario di Marceddì
Lite sui costi: lo scrittore Paolo Nori accusa Liberos che curava l’organizzazione di “Spirito di mare” La secca replica dell’associazione culturale: «È normale che la professionalità venga pagata»
TERRALBA. Quanto costa la cultura? Fatica, energie, e per chi prova ad organizzare un evento, anche una quantità non definita di denari. Lo sanno bene gli organizzatori del Festival Spirito di mare, che sono protagonisti di una polemica che ieri è anche apparsa sulla stampa nazionale in un articolo a firma dello scrittore e giornalista Paolo Nori. Una polemica che riguarda i costi per invitare un autore nazionale a un festival letterario: «Un po’ di tempo fa, dalla casa editrice Marcos y Marcos, mi hanno chiesto se volevo andare al festival Spirito di Mare a Marceddì a presentare il mio libro La piccola Battaglia tascabile – scrive Nori –. Io avevo detto di sì, solo che qualche giorno dopo mi ha chiamato un mio amico e mi ha detto che aveva saputo che mi avevano invitato a Marceddì, ma che adesso non mi volevano perché costavo troppo. Io gli ho chiesto in che senso e lui mi ha detto che l’associazione Lìberos aveva chiesto, per la mia partecipazione al Festival, 1.500 euro».
Un costo di cui Nori non era a conoscenza: «Lìberos è un’associazione attiva da qualche anno che “ha l’ambizione di rappresentare un prezioso e gratuito strumento di rete” tra “autori, editori, librai, bibliotecari, associazioni e festival” – scrive ancora Nori –. Ho chiamato la casa editrice Marcos y Marcos e mi han detto che Lìberos mi aveva invitato a Marceddì, ma che non mi pagavano nessun cachet, solo il viaggio e l’albergo».
Un dettaglio che infastidisce Nori: «Sono andato a vedere quanto costa un volo andata e ritorno e il pernottamento, e ho dedotto che Lìberos avrebbe speso, per me, in Sardegna, 357 euro, e avanzavano 1.143 euro». Un dettaglio di cui neanche i volontari dell associazione locale Gap, che organizzano concretamente il festival anche raccogliendo fondi, era a conoscenza: «I costi che Liberos ci ha comunicato erano aumentati rispetto alla collaborazione dello scorso anno, ma non ci sono state spiegazioni se non la menzione di un vago “aumento dei costi”», scrivono gli organizzatori, che si erano rivolti a Liberos affinché in quanto associazione culturale contattasse gli autori. «Quando abbiamo saputo che Nori non richiedeva un compenso, ma solo costi di viaggio e soggiorno abbiamo deciso di non rivolgerci più a Liberos, ma di organizzare personalmente e sostenere solo i costi dell'autore».
Netta la replica di Liberos: «È normale che la professionalità venga pagata, l’associazione sapeva che non c'era cachet per l'autore, ma che sono costi per il lavoro che Liberos fa per Spirito di Mare e per altri eventi durante tutto l'anno – spiega Francesca Casula di Liberos –. Se le case editrici e gli autori si affidano a noi è perché gli garantiamo una certa organizzazione e professionalità, e questo servizio va pagato, anche Nori dovrebbe saperlo e non dovrebbe stupirsi. Questi fondi poi ci permettono di pagare eventi di autori emergenti per cui nessuno pagherebbe e fare cultura tutto l'anno».
Da Gap assicurano che tutto questo non è mai stato detto: «L’anno scorso c’erano dei costi più contenuti, ci è sembrato strano che i prezzi fossero triplicati e non avendo chiesto uno spettacolo vero e proprio, ma solo la presentazione del libro abbiamo intuito che non si trattava di un compenso per l'autore, ma senza nessuna dichiarazione esplicita da parte di Liberos» dicono da Gap.
Ma da Liberos assicurano che si tratta solo di un malinteso: «Con tutte le chiamate organizzative che ci sono state nei mesi scorsi, è normale che ci siano state incomprensioni», conclude Casula.
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