Ceass Sinis-Montiferru, progetti di sensibilità ambientale
NARBOLIA. Sarà l’associazione di promozione sociale Qedora, con il supporto dell’associazione locale Narabonis, ad occuparsi della gestione del Ceass (Centro per l’educazione all’ambiente e alla...
NARBOLIA. Sarà l’associazione di promozione sociale Qedora, con il supporto dell’associazione locale Narabonis, ad occuparsi della gestione del Ceass (Centro per l’educazione all’ambiente e alla sostenibilità) del Sinis Montiferru per il prossimo triennio. Qedora, nata nel 2011, si propone di promuovere attività, progetti e iniziative di tipo culturale e sociale. «Il nostro intento – ha detto Daniela Inconis, psicologa del lavoro e presidente dell’associazione – è quello di sviluppare la conoscenza e la coscienza critica, ma soprattutto di valorizzare la collaborazione tra le persone». Il progetto, finanziato con fondi Regionali, è stato presentato ai cittadini qualche giorno fa e per il prossimo 21 giugno è previsto una giornata per la sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente che si svolgerà nella pineta di Is Arenas. Nei prossimi tre anni – ha detto ancora Daniela Inconis – lavoreremo per portare avanti gli obiettivi per cui il Ceass è stato fondato, e del quale in Comune è il soggetto gestore, cioè: sviluppare e promuovere dei cambiamenti nel comportamento e sensibilizzare ad uno stile di vita finalizzato al benessere individuale e collettivo all’interno delle comunità dei territori del Sinis e del Montiferru». L’associazione Qedora ha sviluppato diversi progetti finalizzati all’educazione ambientale, come l’arte del riciclo, e altri ludico ricreativi, come “Su Tempus Torrau”, con il quale ha inaugurato l’Università sarda del “Saper Fare” in collaborazione con il Movimento per la Decrescita Felice. «Lo scopo del progetto – precisa Inconis – è valorizzare il concetto di collaborazione e condivisione, incoraggiare l’autoproduzione e il recupero della memoria storica e del saper fare attraverso la formazione esperienziale». L’associazione si avvale di un team di specialisti, con i quali organizza i suoi corsi. “In questi anni – ha detto Maria Elena Campus, psicologa del lavoro –, abbiamo attivato oltre 200 laboratori del “Saper fare”, frequentati da circa 3000 partecipanti. I docenti hanno insegnato a utilizzare i materiali esistenti in natura per realizzare manufatti, detersivi naturali, erboristeria, intreccio». Ha concluso l’incontro Patrizio Firinu, presidente dell’associazione Narabonis: «Il nostro territorio è ricco di endemismi delicatissimi, per questo dobbiamo tenere presente che lo sviluppo sostenibile deve assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”.
Piero Marongiu
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