Tragedia sfiorata a Su Pinnellu: due bagnanti salvati
Bosa, domenica scorsa due persone hanno rischiato la vita I cartelli di segnalazione del pericolo sistemati solo ieri
BOSA. La stagione turistica non è ancora al top per numero di presenze in spiaggia, ma le pericolose acque vicino alle rocce di Su Pinnellu fanno già balzare sul rosso la lancetta dell’attenzione nell’arenile di Bosa Marina. Lunedì infatti due persone sono state soccorse dai bagnanti, nelle agitate acque attorno agli scogli del vecchio molo della tonnara a centro spiaggia. A raccontare il 15 giugno al cardiopalma zio e nipote: Giovanni Marche, 80 primavere ben portate, ed il nipote Paolo Deriu, che si è tuffato tra flutti e correnti soccorrendo una signora. «Intorno alle 15 ci trovavamo sulla spiaggia e ad un certo punto ci siamo accorti che due persone si trovava in difficoltà nella zona di Su Pinnellu», racconta Giovanni Marche. «Una signora aveva cercato di prestare aiuto ad un giovane, forse il figlio, trovandosi però anche lei in pericolo tra i flutti» spiega il nipote Paolo Deriu, di 47 anni. Che la zona – teatro in passato di tragedie del mare – la conosce bene, e non ha comunque esitato a tuffarsi. Raggiungendo a nuoto la donna, mentre in acqua entrava un altro bagnante che ha soccorso il ragazzo. «Ho faticato parecchio, la corrente era molto forte, ma alla fine ho guadagnato terra tenendo con un braccio la donna e con l’altro nuotando» racconta Paolo Deriu. «È una zona pericolosa, in passato c’erano dei cartelli di avviso», ricorda invece Giovanni Marche. Sul posto è intervenuto il 118 che ha prestato le prime cure alla donna, trasportata in ambulanza all’ospedale. Mentre nella zona ieri pomeriggio, sono stati sistemati i cartelli di allerta (quello sulla spiaggia era stato probabilmente danneggiato dalle intemperie, mentre quello a ridosso della passeggiata distrutto dai vandali), come dispone un’ordinanza dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Bosa emanata qualche anno fa. Con il bel tempo inoltre saranno sistemate attorno alle rocce le boe che indicano la distanza da tenere dai pericolosi scogli, fanno sapere dalla Guardia Costiera.
Intanto Giovanni Marche, per oltre trent’anni pilota sugli elicotteri della Finanza con base nel continente, da sempre però legato e impegnato nella sua città natale, ci tiene a segnalare qualche pecca rilevata nell’area urbana. «Sui pannelli del Monumento ai Caduti in piazza IV Novembre c’è anche il nome del fratello di mio padre, Giuseppe Marche Piras, morto nel 1917 in un ospedale militare vicino a Manzano. Ma in diversi nomi mancano le lettere e attorno al monumento noto che la pulizia lascia a desiderare. Ci vorrebbe più attenzione, perché questa è la testimonianza di chi ha dato la vita sui campi di battaglia» conclude l’uomo non senza una punta di amarezza.
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