La Nuova Sardegna

Oristano

Salvatore Scintu lascia la giunta, le deleghe a Tendas

di Enrico Carta
Salvatore Scintu lascia la giunta, le deleghe a Tendas

Il titolare dell’Agricoltura e ai mercati dà le dimissioni Il rimpasto a breve ma gli assessori rimarranno solo sei

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ORISTANO. Salvatore Scintu saluta e stavolta è per sempre – per sempre va tradotto con la fine della legislatura –. Da ieri mattina non è più assessore e non è che la decisione sia piovuta come il classico fulmine a ciel sereno. Aveva infatti annunciato ai colleghi di giunta e ovviamente al sindaco, sin da martedì, la scelta di lasciare l’esecutivo. Si pensava che sin da mercoledì potesse arrivare la comunicazione, invece il titolare delle deleghe all’Agricoltura e ai mercati ha tardato di un giorno.

Poco cambia, perché la sostanza è che la sua uscita dalla giunta è definitiva. E allora scoppia un altro caso politico? Non esattamente, perché con calma olimpica il sindaco, anche prendendo spunto dalle parole della breve comunicazione di Salvatore Scintu ha un altro tipo di spiegazione: «Se vogliamo dire che è una mia sconfitta, possiamo certamente farlo. Nella mia giunta avevo voluto persone che svolgessero l’attività di imprenditore e di lavoratori autonomi proprio per dimostrare che la politica e l’attività amministrativa erano compatibili con qualsiasi professione e non solo con quella di chi ha un posto da lavoratore dipendente o è pensionato. Invece oggi sono costretto a prendere atto che il lavoro di guidare un’azienda spesso è incompatibile con quello di assessore. È il caso di Salvatore Scintu».

Eppure qualche o più di qualche piccolo malumore era emerso anche nell’ultima seduta di consiglio comunale, quando lo stesso assessore dimissionario aveva detto di essersi visto quasi costretto a non portare a termine alcuni punti del programma per via di scelte politiche e di priorità dati ad altri settori amministrativi. Parole che non avevano certo fatto la felicità dei suoi colleghi di avventura.

Ad ogni modo, da questo momento, bisogna rifare i conti. Le deleghe restano al sindaco, ma Guido Tendas le terrà per qualche settimana. Giusto il tempo di approvare il bilancio e si cercherà un sostituto, fatto che darà la possibilità al primo cittadini anche di ristabilire gli equilibri, ultimamente un po’ precari, all’interno della maggioranza. Eppure il disegno di Guido Tendas, anche in questa situazione, non sembra avere sfumature diverse dal passato.

«Il problema non è il rimpasto o meno – dice il primo cittadino –, bisogna che invece parliamo di contenuti e di programma. Chi è funzionale al programma della nostra amministrazione resterà al suo posto, così come il posto di chi ha lasciato verrà preso da chi crede nell’azione che dobbiamo portare avanti».

Le possibilità di riassestare tutto sono arrivate anche dal pronunciamento della Regione che consente a Oristano di allargare la giunta a sette componenti, ma Guido Tendas non accoglierà questa opportunità: «Nominare un assessore in più costa alla collettività. La giunta Tendas è iniziata con sei assessori e con lo stesso numero si concluderà. Di certo non è nelle mie intenzioni far pagare più tasse ai cittadini per ampliare la giunta. Con lo stipendio di un assessore, in un Comune come Oristano si possono fare tante cose utili senza danneggiare l’azione di governo».

Per cui i sei rimarranno sei. Ci sarà solo da capire quale volto nuovo occuperà il posto vacante. La certezza è invece che l’assessorato all’Agricoltura non sparirà. «È fondamentale per Oristano», conclude Guido Tendas.

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