Un pericoloso tappeto di more
Proteste per le condizioni di strade e marciapiede in via Marenzio e al Rimedio
ORISTANO. Una grande marmellata di more spalmata sul marciapiede come se fosse un toast extra king size. Succede regolarmente ogni anno in via Marenzio, una traversa di via Gennargentu, ed è tutta colpa di un monumentale albero di gelso piantato nel giardino dell'Istituto d'Arte intitolato a Carlo Contini.
Il gelso è evidentemente molto ben curato perché le sue chiome hanno saltato la recinzione e si spingono ora fin sulla carreggiata, come del resto capita anche a un grosso fico che cresce al suo fianco e ad alcuni alberi di ulivo qualche metro più avanti.
Il problema è che ad ogni primavera, regolarmente e immancabilmente, la caduta dei frutti maturi trasforma il marciapiede di via Marenzio in un pericoloso toast alla marmellata di more sul quale il rischio di scivolare è sempre molto alto.
Nonostante le segnalazioni, nessuno si cura infatti di porre rimedio all'inconveniente. Non lo fa la Provincia, che da proprietaria della struttura scolastica avrebbe l'onere di evitare l'invasione verde provvedendo a una adeguata potatura. E non lo fa neanche il Comune che da proprietario del marciapiede avrebbe il dovere di mantenerlo agibile e sicuro o comunque di richiamare la Provincia al rispetto dell'ordinanza che impone di mantenere sotto controllo siepi e alberature troppo invadenti.
La Provincia ha lo stesso problema anche sul tratto di strada che porta dalla borgata del Rimedio al Ponte Grande sul Tirso.
Sul lato destro c'è infatti un lungo filare di rigogliosissimi gelsi che scaricano quantità industriali di more non solo sul marciapiede ma anche su una striscia, per quanto sottile, di asfalto creando anche in questo caso grosse situazioni di pericolo oltre che per i pedoni anche per ciclisti e motociclisti, quelli maggiormente “sensibili” a variazioni di aderenza nell’asfalto.
Francesco G. Pinna
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