Il Comitato per la piscina: «Stop a interessi di parte»
ORISTANO. «Purché si faccia in fretta». Si potrebbe riassumere così il motto del comitato “Oristano vuole la sua piscina” che interviene sul dibattito, non solo politico, legato all’assegnazione dell’...
ORISTANO. «Purché si faccia in fretta». Si potrebbe riassumere così il motto del comitato “Oristano vuole la sua piscina” che interviene sul dibattito, non solo politico, legato all’assegnazione dell’appalto per la ristrutturazione e gestione trentennale dell’impianto. Così, pochi giorni dopo l’interrogazione trasformata in mozione dai consiglieri comunali Marco Piras e Mariangela Massenti, arriva la presa di posizione del comitato di cittadini che attende di riavere a disposizione la struttura di Sa Rodia in tempi brevi.
La mozione chiede l’annullamento in autotutela dell’assegnazione dell’appalto, dopo che la gara era stata vinta dall’associazione temporanea di imprese Pellegrini-Acquasport. Il tutto è accompagnato dal ricorso della cooperativa All Together, seconda classificata nell’asta pubblica per l’aggiudicazione dell’appalto.
Per il momento l’assessore, sulla scorta del parere del dirigente Walter Murru, ha chiarito che si arriverà all’assegnazione definitiva dei lavori.
In tutto questo traffico politico, trovano spazio i pensieri del Comitato che fa salvo il rispetto per la legalità e ritiene che sin qui il Comune abbia fatto correttamente la sua parte: «Chi afferma il contrario, deve perciò portare prove certe e non solo formulare osservazioni su ipotetici comportamenti viziati da parte della Commissione. Altro principio irrinunciabile è che i soldi pubblici destinati alla piscina siano spesi nel modo migliore e in fretta». La Regione dice entro il 30 settembre, ma è palese che si andrà oltre di moltissimi mesi. Ma per il comitato, che non entra nel merito delle valutazioni tecniche e dei punteggi, «Ogni minuto in più che si aggiunge all’attesa deve avere motivazioni valide e non dipendere da interessi di parte». (e.c.)
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