Sale o scende? A Bosa è scontro sulla Tari
L’opposizione attacca la Giunta, il sindaco replica: «Chi produce pochi rifiuti pagherà meno»
BOSA. Per le minoranze consiliari «Il nuovo piano tariffario dei tributi porterà nuovi aumenti per i cittadini». Non la pensa così la maggioranza, che replica: «Abbiamo aggiornato criteri e tariffe alla legislazione vigente ma non ci saranno aumenti significativi». Tutti comunque si appellano all’arrivo delle nuove bollette per un confronto tra vecchia e nuova fatturazione. Fa discutere nella città del Temo, e probabilmente così sarà anche durante la seduta entro fine mese per l’approvazione del Bilancio di previsione 2015, la rivisitazione del regolamento e tariffe per la Tari, la tassa sui rifiuti solidi urbani.
Le minoranze di Per Bosa e Udc hanno chiesto nell’ultima seduta di consiglio comunale il rinvio di tre punti legati proprio a questioni finanziarie, tra cui quella delle tariffe Tari. Richiesta non accolta però dalla maggioranza di Bosa Cominciamo il domani, che ha discusso e approvato gli argomenti. «Con il nuovo regolamento sono state tolte tutte le detrazioni previste dalla vecchia amministrazione, che favorivano le famiglie più numerose, e le famiglie con anziani ultra sessantacinquenni o disabili a carico. Sono state invece previste detrazioni per le seconde case e per i cosiddetti Bar Etici» si legge in una nota del gruppo Per Bosa, guidato dall’ex sindaco Pierfranco Casula e dal collega (ex assessore alla differenziata) Sergio Rosa. Secondo i quali la città del Temo è «l’unica dove aumentano le tasse (Tari), ma risulta che le stanno diminuendo. Quando i cittadini riceveranno le bollette qualcuno si accorgerà della verità».
«Non è assolutamente così - dice il sindaco Luigi Mastino -. Il criterio che abbiamo adottato è stato quello di diminuire drasticamente i coefficienti che incidevano più sui metri quadri delle abitazioni, per quanto riguarda le utenze domestiche, stabilendo invece la quota variabile in relazione al numero dei componenti nel nucleo abitativo. Chi produce più rifiuti insomma pagherà un po’ di più, rispetto alla quota variabile».
«Per fare un esempio, se in un’abitazione di cento metri quadri prima si pagavano 252 euro di quota fissa e 20 di variabile per un totale di 272 euro all’anno, adesso la quota fissa scende a 147 euro e la variabile diventa di 102 euro per una persona, per un totale di 249 euro» spiega Luigi Mastino. Per il sindaco quindi «Fatti i conti, in generale registriamo una diminuzione delle tariffe, e solo in alcuni casi ristretti degli aumenti».
Alessandro Farina
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