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SANITÀ

Diabetici sardi contro Arru: servizi insufficienti

ORISTANO. Servizi che influiscono negativamente sulle cure. E trattamenti non omologati in tutta l’Isola, che creano di fatto una situazione invivibile per i malati. Le carenze e le differenze tra...

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ORISTANO. Servizi che influiscono negativamente sulle cure. E trattamenti non omologati in tutta l’Isola, che creano di fatto una situazione invivibile per i malati. Le carenze e le differenze tra territori e tra pazienti nelle diverse Asl della Sardegna sono, infatti, talmente ampie ed evidenti da rendere il diabete una malattia per molti ancora impossibile da affrontare con serenità, ma nulla ancora sembra smuoversi per questi pazienti. Eppure, l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru aveva preso degli impegni precisi nell’incontro informale dello scorso 6 maggio con la Federazione Diabete Sardegna. I programmi sono stati disattesi ed ecco che i rappresentanti del consiglio direttivo – Antonio Farris, Marcello Grussu, Francesco Pili e Riccardo Trentin – scrivono all’assessore. In discussione ci sono le fondamenta, ovvero gli interventi basilari e urgenti verso i quali Luigi Urru si era impegnato specificamente e che però sono rimasti lettera morta. «Non abbiamo evidenza di alcun produttivo approccio verso il problema della gestione dei piccoli pazienti con diabete all’interno delle strutture scolastiche – puntualizza il consiglio direttivo – al punto tale che, immaginiamo, anche il prossimo anno scolastico si aprirà con gli annosi e insopportabili atteggiamenti discriminanti». Ancora a titolo di esempio, sul versante della distribuzione e accesso ai presidi «mentre cinque anni fa l’iter per l’assegnazione di un microinfusore dal momento della prescrizione del diabetologo si concludeva in circa 20 giorni, oggi occorrono anche 60 o 70 giorni – raccontano–. E, sul versante dei diritti, è deprecabile l’avviso comparso il mese scorso presso il Dipartimento internistico di Diabetologia dell’Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, che anticipava come dal primo luglio non si sarebbero presi in carico nuovi pazienti. Una comunicazione che rappresenta nel contempo un atto in contrasto con qualsiasi legge costituzionale e morale, oltre che un inequivocabile segnale di Servizi che si basano su modelli organizzativi assolutamente inadeguati». Non esiste, inoltre, alcun sostanziale passo avanti rispetto alla programmazione degli interventi concreti.

«La Consulta Regionale della Diabetologia, presieduta proprio dall’assessorato alla Sanità e unico atto che possa farsi strumento pratico per l’individuazione di reali percorsi risolutivi alle tante aspettative delle persone con diabete, resta tutt’ora priva di una regia indispensabile per farla funzionare – attacca la Federazione – nonostante siano trascorsi quasi sette mesi dalla sua istituzione, e alcune interessanti proposte siano già state espresse dal Coordinamento Interaziendale per il Diabete in età adulta, tutto langue nella più assoluta indifferenza». Il terrore per la Federazione è che «la pausa estiva produca un ulteriore ritardo sui tempi necessari ad affrontare qualsivoglia problema.

Caterina Cossu

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