La Nuova Sardegna

Oristano

Inchiesta sull’incendio di Cuglieri

Non si hanno conferme sul fatto che l’uomo fermato sia il responsabile del rogo

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CUGLIERI. Sulle cause dell’incendio partito dalla zona di San Lorenzo domenica pomeriggio, presumibilmente tra le 16 e 17, c’è un’inchiesta in corso e al momento tutte le ipotesi vengono vagliate dagli investigatore del Corpo forestale. Le fiamme, alimentate dal vento di maestrale che si è rafforzato nella serata, avrebbero potuto diventare molto pericolose se non fossero state fermate in tempo dall’imponente dispositivo intervenuto immediatamente dopo la segnalazione arrivata al centralino della forestale.

L’arrivo di due elicotteri e un canadair, più l’impiego delle squadre a terra, hanno consentito di fermare l’avanzata del fuoco poco prima che arrivasse all’inizio della zona boschiva. Un lavoro meticoloso che si è concluso intorno alle 22, servito a scongiurare conseguenze che avrebbero potuto essere molto gravi.

Ieri mattina gli agenti della forestale di Cuglieri hanno provveduto a verificare, con l’ausilio del gps, l’entità della superficie percorsa dal fuoco, rivelatasi, per fortuna, di entità più modesta rispetto a quello che si temeva. Sul luogo dell’incendio gli agenti della forestale avevano fermato un quarantenne del paese affetto da problemi di salute.

«C’è un’inchiesta in corso - si limita a dire Maria Piera Ginnasi, Comandante provinciale della Forestale -. Al momento non ci sono elementi in grado di attribuire al soggetto, che al momento del fermo si trovava in evidente stato di difficoltà psicologica, la responsabilità dell’incendio. Il dispositivo messo in campo nella circostanza ha funzionato perfettamente e ha consentito di limitare i danni, che potevano assumere dimensioni ben più gravi».

In questo caso, a dimostrazione che il meccanismo è ben collaudato, il coordinamento tra sala operativa, mezzi aerei e squadre a terra, ha dato gli esiti sperati.

Piero Marongiu

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