Rio Turas, controlli al villaggio
Sopralluogo dei tecnici della Provincia e dell’Arpas. Il parere del gestore
BOSA. Primi accertamenti per cercare di risalire ad eventuali scarichi anomali sul rio Turas, dopo le analisi di Goletta Verde e le richieste del Comune agli enti competenti. Martedì mattina due funzionarie della Provincia di Oristano si sono presentati al Villaggio Turas, il complesso turistico che sovrasta la baia a due chilometri da Bosa, per verifiche amministrative e una ispezione al depuratore. «Dove non è stata rilevata alcuna problematica», dice l’imprenditore Rocco Semeraro, che ha ripreso in mano da qualche mese le redini del villaggio rilanciandone l’attività.
Ieri pomeriggio invece nella struttura si sono presentati i tecnici di Arpas Oristano, che hanno eseguito dei prelievi e delle analisi veloci sulle acque depuraratore. A quanto pare risultati nella norma anche se si è in attesa delle analisi finali, riferiscono dalla struttura sulle alture di Turas. «Noi abbiamo tutto l’interesse che le acque del rio Turas siano balneabili, visto che la spiaggia è meta quotidiana per i nostri ospiti, e per la depurazione del Villaggio spendiamo ogni anno circa trentamila euro» spiega Semeraro.
Formalmente il sopralluogo della Provincia era indirizzato al rinnovo delle autorizzazioni sul depuratore, «ma i due tecnici che hanno operato dalle 12 alle 15. Oltre al carteggio amministrativo hanno verificato anche la funzionalità dell’impianto. Non riscontrando alcuna criticità» ribadisce il patron del Villaggio Turas. Depuratore le cui acque raggiungono dopo il trattamento il rio Turas a circa un Km dalla foce. «Struttura dimensionata per un totale di 800 presenze, rispetto alle attuali cinque o seicento ospitate nel villaggio».
Le competenze amministrative per il periodico rinnovo delle autorizzazioni sono passate nel 1995 dal Comune ai competenti uffici della provincia, prima di Nuoro e poi di Oristano. «A cui inviamo ogni sei mesi, secondo quanto prescritto dalla normativa, il carteggio con le analisi. Che vengono effettuate da un laboratorio specializzato e accreditato ogni mese», ribadisce Semeraro.
Il villaggio, i cui servizi sono aperti al pubblico, ha riaperto battenti quest’anno dopo un lungo contenzioso giudiziario con alcuni imprenditori tedeschi, «Un vero calvario», dice Rocco Semeraro, e da ora lavoro stabilmente a circa venti dipendenti. “Senza contare l’indotto di ditte dei servizi nella zona e la frequentazione degli ospiti nei diversi locali di Bosa. Abbiamo in animo inoltre di allungare la stagione, che quest’anno vede presenze fino a ottobre, anche nei mesi invernali, grazie a contatti con tour operator olandesi».
Alessandro Farina
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