Impianto termodinamico: Psd’Az attacca l’assessore
La segreteria provinciale contro la Falchi, responsabile regionale dell’Agricoltura Orrù: «L’energia prodotta verrà inviata e consumata nella Penisola»
ORISTANO. «La posizione dell’assessore Falchi sull’impianto termodinamico ha dell’incredibile». Le sezione provinciale del Psd’az non usa mezzi termini per entrare nella discussione che si è sviluppata attorno alla costruzione di un megaimpianto nella campagne di San Quirico. Le ultime notizie sulla questione arrivavano da un incontro tra i rappresentanti del comitato civico che si è ribellato al progetto e i rappresentanti della Regione, tra cui l’assessore all’agricoltura, Elisabetta Sanna, e il presidente della Commissione all’ambiente, Antonio Solinas.
La chiacchierata era stata giudicata “positiva” da quelli del comitato che avevano gradito l’impegno preso dai politici per approfondire le criticità segnalate dai cittadini. I sardisti, invece, hanno calcato la mano: «La società San Quirico Power vuole costruire un sistema di produzione di energia ad alto rendimento, che gioverà solo a chi incasserà gli altissimi contributi previsti per l'energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili. Soldi che arriveranno anche delle nostre bollette», affonda Renato Orrù, segretario della federazione Psd’az di Oristano.
Il circolo oristanese dei quattro mori contesta anche le dichiarazioni di Elisabetta Falchi: «L’assessore dichiara di aver visionato il progetto e non averci trovato nulla da eccepire, malgrado l’impianto debba essere realizzato a due passi dalla comunità di Tiria su cui prevedibilmente verranno rilasciate le polveri sottili che deriveranno dalla combustione di ben 75 tonnellate di legna al giorno», aggiunge Orrù che non dimentica di sottolineare come l’impianto sia sottovento, considerando la dominanza del maestrale, rispetto alle borgate, «ma l’aspetto più scandaloso è che l’energia prodotta verrà inviata e consumata nella Penisola. A noi resteranno soltanto le polveri e l’assunzione di venti persone senza le quali, peraltro, l’impianto non potrebbe funzionare».
La misura, secondo il Psd’az oristanese, sarebbe colma: «È venuto il momento di dire basta al solito ricatto dei posti di lavoro in cambio di inquinamento e sfruttamento del territorio», conclude Renato Orrù prima di domandare le ragioni di quella che è stata giudicata una scelta incoerente: «Perché aumentare le produzioni energetiche? Sarebbe meglio impegnarsi affinché la Regione finanzi il noleggio a lungo termine di impianti fotovoltaici inferiori ai 99 kw, che sono quelli più utili».
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