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Oristano

Blitz nel ristorante: sequestrati 120 chili di pesce e cannolicchi

di Enrico Carta
Blitz nel ristorante: sequestrati 120 chili di pesce e cannolicchi

“Da Renzo” alimenti senza tracciabilità nelle celle frigo Il proprietario: un disguido, avevamo le fatture della merce

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SIAMAGGIORE. Il menù di Ferragosto non finisce tutto a tavola. Una parte di esso viene infatti sequestrato dagli uomini della Capitaneria di Porto che, coadiuvati dai tecnici del Dipartimento prevenzione e sicurezza alimentare della Asl, hanno svuotato parte del contenuto di una cella frigo del ristorante “Da Renzo”, uno dei più rinomati della provincia e il cui nome viaggia da tempo anche oltre i confini dell’Oristanese.

Niente di avariato, anzi tutti gli alimenti erano in buono stato di conservazione e pronti per essere serviti, ma non finiranno nella tavola del prestigioso ristorante sulla 131. Secondo i rilievi mossi erano infatti custoditi senza la necessaria etichetta di tracciabilità e così, dopo diverse ore di controlli e verifiche, sono stati sequestrati oltre centoventi chili di vari tipi di pesce, diverse bottigliette che contenevano polpa di riccio di mare e parecchi vasetti con i prelibati cannolicchi.

Pranzi e cene di questi giorni saranno comunque garantiti ai tanti che vorranno rifarsi il palato assaggiando le pietanze che hanno reso famoso Renzo Corona, il quale rassicura tutti i clienti: «Abbiamo altri duemila chili di pesce pronto per i nostri affezionati clienti e per chi ancora non ci conosce. Purtroppo dobbiamo fare i conti con questo sequestro che non ci fa piacere. La merce sicuramente era di ottima qualità».

Gli uomini della Guardia Costiera hanno iniziato i controlli a metà mattina e con i tecnici Asl li hanno portati a termine nel pomeriggio. Sotto sequestro sono finiti due dentici, diversi tranci di pesce spada, ritagli di tonno, coda di rospo, cefali, i cannolicchi, alcune bottiglie di plastica con la polpa di ricci e altre specie di pesce. A quel punto è scattata anche la sanzione di 1.176 euro perché la normativa prevede che le varie fasi della catena di produzione alimentare siano sempre indicate nel prodotto. La Capitaneria spiega che questo consente di tutelate il consumatore, ma allo stesso tempo gli altri ristoratori.

Renzo Corona, titolare del ristorante ha però una spiegazione molto chiara per quanto accaduto: «È un periodo di intenso lavoro e ci è capitato di trasferire degli alimenti dalle cassette in altre in cui non c’era alcuna indicazione sulla provenienza del prodotto. Abbiamo mostrato anche tutte le fatture della regolarità degli acquisti, ma non è servito. Può capitare sotto Ferragosto di essere un attimo distratti o di avere necessità di lavorare a mille allora, per cui qualche imprecisione ci può essere stata. Non siamo certo contenti, ma ci facciamo forza con il nostro buon nome e la qualità che da sempre garantiamo. Aragoste, astici e altri duemila chili di pesce erano assolutamente in regola. Credo sia la nostra risposta migliore».

I controlli della Capitaneria, che alcune settimane fa avevano portato al sequestro di tonno surgelato dai banchi vendita di un grossista, proseguono.

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