«Dismettiamo le quote, ma a breve via ai lavori»
ORISTANO. Il progetto sul dragaggio del fondale del porticciolo è fermo alla Regione. Ma l’assessore comunale ai Servizi tecnologici, Efisio Sanna, è ottimista. «Stiamo semplicemente aspettando la...
ORISTANO. Il progetto sul dragaggio del fondale del porticciolo è fermo alla Regione. Ma l’assessore comunale ai Servizi tecnologici, Efisio Sanna, è ottimista. «Stiamo semplicemente aspettando la documentazione contabile della riassegnazione dei fondi. Cioè la comunicazione, dalla Regione, che ci dica se, per esempio, possiamo iniziare a spendere le quote che ci sono state già trasmesse come anticipazione». Il fatto è che il finanziamento di 5 milioni e 200mila euro era andato perduto. Poi è stato riagguantato. Il 10 per cento è stato già trasferito al Comune. «Siamo pronti con tutti i preventivi per la caratterizzazione dei rifiuti. Carotaggi e analisi. Stimiamo che, nella peggiore delle ipotesi, due milioni di euro siano sufficienti». Il progetto risale al 2013. Si è perso troppo tempo, e non si sa nemmeno che tipo di sedimento ci sia nel fondale. Fa la differenza: una cosa è smaltire rifiuti ordinari, altro è disfarsi di quelli speciali. «Contiamo di avere notizie alla ripresa delle attività, a settembre», conclude Sanna.
C’è da dire che il Comune ha già deciso di dismettere le quote delle sue partecipate, che non «perseguano in maniera chiara le finalità dell’amministrazine». Tra queste, le Marine Oristanesi. E mentre rassicura sulla questione del bando per i servizi «Lo esaminerà il dirigente al rientro dalle ferie», l’assessore Giuseppina Uda (Bilancio e partecipate) compie un’analisi netta. «Metteremo all’asta le quote. Il soggetto pubblico non può fare aumenti di capitale, nè investire, nè fare impresa. La parte politica deve creare servizi di interesse generale, individuare strumenti e tutelare chi investe. Detto ciò, per Torregrande e il porticciolo stiamo studiando un protocollo d’intesa che vale 20 milioni di euro. E questa è una garanzia per il rilancio di quell’area che riteniamo centrale per l’economia della città». (simonetta selloni)
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