Sedilo, furto in parrocchia ma il bottino era solo bigiotteria
Nella parrocchia di San Giovanni asportate le copie dei gioielli che ornavano la statua della Madonna Il gesto sacrilego scoperto venerdì, forse opera di ragazzi che non distinguono monili veri da patacche
SEDILO. La parrocchia di San Giovanni ancora nel mirino dei ladri. Dopo l’incursione andata a vuoto la primavera scorsa, i malviventi sono riusciti a mettere a segno un furto portando via i gioielli che ornavano la statua della Madonna, esposta davanti all’altare maggiore per la liturgia dell’ascensione.
Il misfatto è stato scoperto venerdì sera al termine della funzione dal consiglio religioso dell’Assunta.
Finito di recitare le lodi le donne si sono accorte che dalle dita della Madonna dormiente erano stati sfilati tutti gli anelli. Le volontarie hanno informato il parroco, che ha sporto denuncia.
Stando alle testimonianze delle volontarie deputate alla pulizia e alla cura delle cappelle il furto sarebbe stato commesso tra le quattro e le sei del pomeriggio, l’unico lasso di tempo in cui la chiesa è rimasta incustodita.
Il valore dei monili è molto modesto. Gli anelli (in base a un inventario ancora provvisorio sono stati sottratti una decina di pezzi) erano semplice bigiotteria.
Gli originali furono sostituiti molti anni fa proprio in seguito a un furto commesso durante le celebrazioni religiose in onore dell’Assunta. Le volontarie più anziane ricordano che il colpo fu messo a segno dopo la vestizione del simulacro, nei minuti precedenti alla processione di Ferragosto.
Da quel momento i gioielli originali, frutto delle donazioni dei fedeli, sono custoditi sotto chiave, in un luogo sicuro e ignoto ai più. Un particolare che forse i malintenzionati non conoscevano e che farebbe propendere per l’ipotesi che ad entrare in azione non sia stata gente del posto.
Difficile, però, credere che anche l’adulto più incompetente potesse confondere delle patacche con gioielli autentici. E allora si fa strada la possibilità che i responsabili del latrocinio siano molto giovani o che chi ha agito lo abbia fatto per il gusto di compiere uno sfregio.
Non è certo se ad entrare in azione siano state una o più persone; quel che appare plausibile è che i movimenti attorno alla chiesa, il viavai della gente e gli orari meno rischiosi fossero tutti particolari ben noti ai malintenzionati.
Al momento non si scarta neppure l’ipotesi di un furto improvvisato, dettato da circostanze favorevoli. Occasionale o no, resta la gravità del gesto, che ultimamente si ripete con troppa frequenza.
«È un’azione da condannare», ha commentato il parroco don Battistino Mongili, che appena tre mesi fa aveva dovuto sostituire le serrature delle porte interne alla parrocchia forzate da ignoti nel tentativo d’introdursi in sacrestia. In ogni caso un furto del tutto inutile visto che il maltolto ha un valore di poche decine di euro.
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