La Nuova Sardegna

Oristano

San Salvatore, gli scalzi pronti a rinnovare il voto

di Claudio Zoccheddu
San Salvatore, gli scalzi pronti a rinnovare il voto

A Cabras ultimi giorni prima della corsa alla quale parteciperanno 800 fedeli La messa sarà celebrata nella chiesa parzialmente inagibile dopo i crolli

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CABRAS. L’allarme sembra rientrato. La chiesa di Santa Maria Assunta potrebbe essere anche quest’anno la casa degli scalzi, con qualche precauzione. I segni di cedimento e il crollo di alcuni frammenti di qualche giorno fa avevano preoccupato il parroco, don Bruno Zucca, e i vigili del fuoco allertati per un sopralluogo sotto la cupola di Santa Maria avevano confermato i sospetti del sacerdote in un verbale che non lasciava spazio all’immaginazione: le parti di presbiterio e della navata che ricadono sotto la cupola pericolante erano state dichiarate inagibili. Tuttavia, la messa di sabato mattina potrebbe essere celebrata comunque in chiesa, con le parti pericolanti transennate. Una soluzione temporanea che verrà sperimentata venerdì sera, quando la chiesa ospiterà la riunione pre-corsa degli scalzi che, stando alle ultime indiscrezioni, si terrà proprio a Santa Maria. Una prova generale che è anche un evento attesissimo da chi corre: venerdì sera verranno estratti i nomi dei corridori che compieranno i tratti più significativi della processione, la partenza da Cabras e l’arrivo a San Salvatore, il sabato, e la partenza da San Salvatore e l’arrivo a Cabras, la domenica. Le certezze, e non potrebbe essere altrimenti, sono poche. Dei quattordici gruppi in cui sono divisi gli scalzi sarà il terzo ad accompagnare il Santo nei primi passi del sabato mattina. L’entrata nel villaggio, invece, spetterà al nono. Domenica sera il simulacro del Salvatore verrà preso in consegna dagli scalzi del decimo gruppo, che lo passeranno di mano in mano fino ai corridori del secondo gruppo, a cui spetterà il compito di chiudere la corsa. Un evento come quello che Cabras si appresta a vivere nel prossimo finesettimana, infatti, ha bisogno di un’organizzazione meticolosa. E proprio gli aspetti meno evidenti della processione sono stati esplorati domenica sera nella piazza del villaggio, quando l’associazione dei corridori ha incontrato i novenanti per spiegare il punto di vista di chi corre, le motivazioni che spingono circa 800 cabraresi a vestire un saio bianco e correre scalzi per sette chilometri, sull’asfalto e sullo sterrato. L’incontro, durato circa due ore, ha lasciato spazio anche alla proiezione di un filmato montato da Tonino Poddi. Per spiegare i pensieri, gli sguardi, le sensazioni, la fatica, la devozione e tutti gli aspetti di una tradizione che affonda le sue radici nel cuore di tutti i cabraresi, infatti, le parole possono non bastare. E sabato mattina, quando gli scalzi ritorneranno in strada, sarà l’emotività lo strumento di comunicazione più efficace.

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