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Oristano

Cabras

Is Aruttas, ladro di sabbia scoperto e fermato dai bagnanti

di Claudio Zoccheddu
Is Aruttas, ladro di sabbia scoperto e fermato dai bagnanti

La condotta di un uomo ha insospettito i frequentatori della spiaggia. L’hanno seguito fino all’auto: nel cofano, sei bottiglie e un sacco pieni di “chicchi”

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CABRAS. Il comportamento era sospetto. Dopo aver piantato l’ombrellone e steso i teli da mare, il continuo via vai di un uomo sulla cinquantina tra la spiaggia di Is Aruttas e l’area dei parcheggi ha insospettito i vicini. C’era qualcosa che non andava in quel signore che faceva la spola tra l’ombrellone e l’auto imbracciando un frigo portatile.

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E proprio lo strano compagno di viaggio del cinquantenne, da cui per un attimo era spuntato un sacchetto sospetto, ha convinto alcuni bagnanti a chiedere spiegazioni. D’altra parte, sono proprio i bagnanti gli unici custodi del quarzo fossile del Sinis e se non ci fosse stato il loro intervento, anche questa volta, la distinta famigliola sarebbe ritornata a casa con l’auto carica di sabbia. Un “lavoro” di pochi minuti che avrebbe vanificato l’opera secolare di Madre Natura, unica proprietaria della sabbia che piace a turisti e bricconi.

In questo caso, però, il furto è stato sventato in piena zona Cesarini. Due vicini di ombrellone hanno preso la fotocamera e hanno seguito il cinquantenne in uno dei suoi viaggi. Quando l’uomo si accingeva ad aprire il cofano della macchina, i due sono sbucati alle sue spalle e hanno svelato, e fotografato, il mistero. Il portabagagli dell’auto custodiva sei bottiglie di plastica di varie dimensioni, un sacchetto per alimenti e un telo. Tutti colmi di sabbia.

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Convincere il cinquantenne a restituire la sabbia, però, non è stato facile. La discussione che è nata dalla scoperta dei due detective da spiaggia stava per trasformarsi in rissa. Le urla, però, hanno richiamato l’attenzione di altri bagnanti e il ladro di sabbia è stato costretto a restituire il quarzo all’arenile. Nel frattempo, l’episodio sarebbe stato raccontato Corpo di vigilanza ambientale e alla Polizia municipale di Cabras. L’intervento, però, non è stato tempestivo e l’uomo è riuscito ad abbandonare la spiaggia. L’episodio è uno dei tanti che vengono raccontati ai gestori della pagina Facebook “Sardegna rubata e depredata” aperta dagli addetti alla sicurezza dell’Aeroporto di Elmas che da tempo cercano di attirare l’attenzione verso la tutela degli arenili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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