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Oristano

Il cuore antico di Bosa si anima per Regnos Altos

Il cuore antico di Bosa si anima per Regnos Altos

Le stradine di Sa Costa invase per la festa tradizionale della cittadina planargese Manifestazione di fede, ma anche celebrazione dell’ospitalità e della cultura

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BOSA. La tradizione che resiste al tempo che passa, ai cambiamenti di una comunità. “Sa Costa” è il cuore antico di Bosa e la festa di Nostra Signora di Regnos Altos è l’espressione più limpida dell’essenza dell’essere bosani. Un quartiere che, col tempo, si è spopolato: molti hanno scelto abitazioni più comode e accessibili di quelle arrampicate sul costone dominato dal Castello di Malaspina. Lo testimoniano le decine di cartelli “vendesi” che compaiono sulle finestre delle case. E alcune di quelle che sono già passate di mano sono ora di proprietà di turisti della penisola o stranieri che, ovviamente, non possono portare avanti le tradizioni antiche del quartiere. Ma chi è rimasto resiste e ripropone il rito degli altarini allestiti un po’ ovunque. In una nicchia, in un angolo, in una piazzetta, nell’androne di una casa. Altarini dedicati alla Madonna di regnos Altos il cui simulacro viene portato in processione dal castello sino alla Cattedrale il sabato sera e riportato in cima al colle la domenica. La sera del sabato la processione rende omaggio a tutti gli altarini e mentre i bosani partecipano con devozione e fede, i turisti osservano incuriositi questo rito collettivo. Un rito che ha anche un aspetto più prosaico, con le tavolate che spuntano ovunque, dove un qualsiasi passante può essere invitato a sedersi, a mangiare favata, pecora bollita, panadas e a bere un bicchiere di “rosso” delle colline planargesi.

E nei vicoli di Sa Costa risuonano voci e musiche, si diffonde il profumo dei cibi preparati nelle cucine di queste case articolate quasi sempre su più piani, spesso restaurate in modo delizioso, dai cui terrazzi si gode la vista della vallata e del Temo che sfocia nel bel mare della costa ovest.

La festa va avanti, sino a notte fonda, rianima un quartiere che meriterebbe, per il fascino e la bellezza che emana, per gli interventi strutturali effettuati dalla parte pubblica, una vitalità che nel corso degli anni ha un po’ perso, ma alla quale tanti bosani sono legati in modo fortissimo.

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