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Soppressione della Prefettura, venerdì parte la mobilitazione

Soppressione della Prefettura, venerdì parte la mobilitazione

ORISTANO. Parte la mobilitazione dopo la notizia arrivata da Roma della prossima chiusura della Prefettura di Oristano. Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato una...

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ORISTANO. Parte la mobilitazione dopo la notizia arrivata da Roma della prossima chiusura della Prefettura di Oristano. Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato una manifestazione per martedì prossimo 22 settembre. L’iniziativa servirà a rilanciare anche la “Vertenza Oristano” e verrà presentata mercoledì dai dirigenti sindacali. Il sindaco di Oristano Guido Tendas, invece, ha chiamato a raccolta tutti i comuni della provincia e ha convocato una riunione per venerdì mattina nella sala consiliare del Palazzo degli Scolopi, alle 9,30. Parteciperanno tutti i sindaci del territorio insieme alle altre rappresentanze istituzionali (parlamentari e consiglieri regionali).

«La possibile soppressione della Prefettura ci impone una seria riflessione sulla presenza dello Stato nel territorio - osserva il sindaco Tendas -. I servizi che lo Stato garantisce nel territorio non possono essere messi in pericolo. Ai sindaci del territorio e alle altre rappresentanze istituzionali spetta il compito di far arrivare forte e chiaro questo segnale a Roma e a Cagliari perché anche la Regione si faccia carico di questo problema».

«Era evidente che il processo di riorganizzazione istituzionale con la soppressione delle province avrebbe portato a chiusure e accorpamenti di tanti uffici pubblici - evidenzia il sindaco Tendas -. Altra cosa, però, è la soppressione dei servizi. Lo Stato non può smobilitare. Deve assicurare ai cittadini i servizi pubblici. Non ci importa la forma con la quale verranno ristrutturate le dirigenze degli uffici. Ci interessa che rimangano i posti di lavoro legati alla presenza degli uffici pubblici e i servizi che quelle buste paga assicurano».

«Venerdì faremo una riflessione con i sindaci del territorio e decideremo quali azioni intraprendere per difendere la presenza dello Stato - conclude il sindaco Guido Tendas -. Lo Stato non può solo chiedere, lasciando ai comuni lo scomodo compito di esattore, come da troppi anni sta facendo. Lo Stato deve lasciare sul territorio parte di quelle risorse che i cittadini versano nelle sue casse. Lo deve fare garantendo i servizi, ma anche restituendo al pubblico utilizzo i beni del suo immenso patrimonio, a cominciare dalla Reggia giudicale e dal complesso monumentale di San Francesco in attesa di ristrutturazione da anni».

Anche l’Associazione sarda delle autonomie locali, si schiera col Comune di Oristano e sollecita il consiglio regionale, la giunta e il presidente della Regione, i deputati e i senatori, i partiti politici regionali, le organizzazioni sindacali e tutte le rappresentanze economiche e sociali della Sardegna a prendere ufficialmente posizione contro la decisione del Governo.

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