Temo, piano per fermare l’erosione dell’argine
Bosa, presentato un progetto da 500mila euro al servizio Savi regionale Lo studio prevede la sistemazione di grossi massi per alcune centinaia di metri
BOSA. Nell’ambito dell’iter del progetto che prevede la sistemazione di alcune centinaia di metri di sponda erosa sulla parte sinistra del fiume Temo, nell’area tra il vecchio passaggio a livello (sulla 129 bis) ed il ponte viabile verso Bosa Marina, il Comune ha presentato nei giorni scorsi uno studio preliminare al Servizio delle valutazioni ambientali (Savi) dell’assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente.
Si tratta, così recita il gergo tecnico, dei “Lavori di esecuzione difese spondali e prevenzione fenomeni erosivi in sinistra idraulica fiume Temo”. Prevista la realizzazione di opere per una spesa complessiva di 550.000 euro. Si punta a scrivere la parola fine alla continua erosione della spalletta, che in questi anni ha minacciato anche il tracciato della vecchia linea ferroviaria a scartamento ridotto, utile come argine. In un segmento di circa quattrocento metri infatti “La criticità è rappresentata dalla marcata erosione del piede della sponda, in più parti crollato in acqua o eroso verso l'entroterra per effetto delle azioni di trascinamento della corrente” si legge nella relazione generale allegata al corposo faldone di documenti, consultabile in Comune.
C’è il timore che “L'ulteriore avanzamento del fenomeno” possa provocare “serio pericolo alla stabilità del rilevato dove ha sede il vecchio tracciato ferroviario che attualmente funge da argine e che segue la sponda per alcuni chilometri sino quasi alla Foce, presso Bosa Marina”.
Così i criteri di progettazione hanno seguito una strada ben precisa, a partire dall’eliminazione degli effetti dell’erosione della corrente con soluzioni efficaci nel breve e durevoli nel lungo termine, ma con minimi costi di manutenzione e di impatto ambientale, in una zona certamente delicata sotto questo punto di vista, come peraltro l’intera asta fluviale.
Diverse le soluzioni tecniche prospettate, che tenderanno comunque a ripristinare la continuità della sponda erosa, ricostruendone il profilo “fuori terra” attraverso quello che viene definito un “paramento inclinato di 45 gradi” in grado di accogliere una “scogliera con massi ciclopici”.
L’opera prevede inoltre la realizzazione di una pista di servizio laterale, con larghezza che varia in base allo spazio esistente. Ma “Senza originare significative riduzioni di sezione dal lato del corso d'acqua” il limite.
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