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Antelle telefonia, l’assemblea decide di non decidere

ORISTANO. Che fosse un territorio cosparso di spine per il sindaco e la sua maggioranza lo si sapeva da tempo: l'antenna per la telefonia mobile che la Telecom intende installare sul tetto di un...

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ORISTANO. Che fosse un territorio cosparso di spine per il sindaco e la sua maggioranza lo si sapeva da tempo: l'antenna per la telefonia mobile che la Telecom intende installare sul tetto di un palazzo in piazza Eleonora era da tempo motivo di divisioni e tensioni.

E anche giovedì sera in consiglio comunale, al momento di discutere il "sì" al progetto, le divisioni sono state palesi. Con qualche tensione anche nella maggioranza.

Alla fine, dopo una sospensione dei lavori, il capogruppo del Pd, Giuseppe Obinu ha chiesto al consiglio comunale "di votare sulla propria incompetenza a decidere su questa proposta". Il parere del segretario comunale, sollecitato dalle opposizioni, era differente: non una competenza in capo agli uffici, ma una prerogativa dell'assemblea. Alla fine la proposta del consigliere Obinu è stata approvata con 11 voti favorevoli e due contrari. Parte della minoranza non ha partecipato al voto.

Nel corso del dibattito non sono mancati momenti di acceso confronto, soprattutto quando Obinu ha motivato la sua richiesta con un regolamento definito “zoppo”, definizione non accolta dall’indipendente Mariangela Massenti. «È irricevibile la proposta del Consigliere Lai che tributa ai dirigenti la decisione che quest'aula ha il dovere di prendere. Siamo noi a dover decidere e vi chiedo di non votare questa delibera». La discussione è andata avanti oltre le 23 di giovedì. La tensione, che ha portato a una sospensione dei lavori per dieci minuti, si è sciolta quando le posizioni sono risultate chiare, a comincaire da quella del segretario comunale Luigi Mele. «Ho già detto alla maggioranza che sia l'ingegner Pinna che ha redatto la proposta di deliberazione sia il sottoscritto ritengono entrambi che questa sia una materia del Consiglio Comunale». a quel punto, prima della votazione, le ire di Salvatrore Ledda, di Idee Rinnovabili. «Io credo che una situazione di questo tipo non si sia mai creata, è impossibile che la parte tecnica riconosca che questo Consiglio debba esprimersi su questa materia e un voto del Consiglio decida che questa materia non possa essere discussa».

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