Biblioteca, un fondo per ricordare “tziu” Antoni Cuccu
VILLA VERDE. “Tziu Antoni Cuccu” era un editore di San Vito. Ma non era solo un editore: era un profondo appassionato della lingua e della poesia sarda. Raccoglieva le poesie, le trascriveva in...
VILLA VERDE. “Tziu Antoni Cuccu” era un editore di San Vito. Ma non era solo un editore: era un profondo appassionato della lingua e della poesia sarda. Raccoglieva le poesie, le trascriveva in piccoli libri che nessuno voleva pubblicare, e che allora lui stesso pubblicava. E qui libri, racchiusi in una valigia, Antoni Cuccu li vendeva, in giro per le piazze dell’isola. Lui, le poesie e la valigia.
Tziu Antoni Cuccu è morto nel 2003. La biblioteca di Villa Verde, a lui intitolata, il 17 settembre 2015 ha cominciato a catalogare il Fondo Antoni Cuccu che già da oggi può essere consultato attraverso l'Opac sardegna andando in”biblioteca Comunale Villaverde” e digitando semplicemente Cuccu in ricerca libera.
Dopo l'inaugurazione del 26 giugno della biblioteca Comunale intitolata a “Tziu Antoni Cuccu”, visto l'entusiasmo e l'interesse attorno alla figura e all'opera dell'editore sanvitese, dopo avere ricevuto dal figlio Vittorino un importante numero di libri da lui editi e altre pubblicazioni, oltre alla tesi di laurea donata da Marta Vizzarri e il film “La valigia di Tidiane” donato da Umberto Siotto, l’obiettivo è costituire nella biblioteca un fondo che abbia come oggetto Antoni Cuccu. In questo fondo verranno raccolte non solo pubblicazioni ma anche audiovisivi e testimonianze inedite sulla sua figura e opera. Per informazioni bibliovillaverde@tiscali.it 0783 939187.
Fa riflettere il fatto che per poterle pubblicare Tziu Antoni abbia raccolto e trascritto le poesie. Ciò che pubblicava lo vendeva direttamente girando per i paesi dell'intera isola, con una valigia e un lenzuolo che metteva in terra per poggiare i libretti. Così lui ha contribuito a far conoscere la poesia sarda degli improvvisatori che cantavano a bolu. Con questi preziosi libretti ci ha tramandato gare e ottave che diversamente avremmo perso per sempre.
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