A Donigala ennesima perdita d’acqua
Nella frazione la rete idrica colabrodo provoca un nuovo spreco ma nessuno interviene
ORISTANO. Che la rete idrica di Donigala Fenughedu sia un autentico colabrodo, ormai, è noto a tutti, probabilmente anche ad Abbanoa; ma che nessuno intervenga per porvi rimedio, neppure dopo articoli di stampa e segnalazioni varie, comincia a diventare irritante per i residenti della frazione oristanese, pressoché dimenticata dal palazzo. A far bella mostra di sé, e ad alimentare l’ennesimo tombino per la raccolta delle acque bianche, da oltre una settimana c’è un’altra perdita d’acqua, con annessa buca pericolosa profonda una ventina di centimetri. Questa volta si è formata a poche decine di metri dalla chiesa parrocchiale, nell’incrocio tra via Carso e via Nurachi. Gli abitanti della zona allargano le braccia, come a dire: «Che dobbiamo fare?».
L’altra perdita, cospicua, che si trova nella piazza dei balli, da circa due mesi continua a buttare acqua potabile, che finisce in un vicino pozzetto, dal quale esce un fortissimo odore di liquame refluo. A pochi metri di distanza c’è un’area utilizzata dal gestore di un bar, che ha piazzato sedie e tavolini per i suoi clienti: peccato che l’odore nauseabondo che fuoriesce dal tombino li faccia scappare tutti. Qualche giorno fa alcuni cittadini, tra i quali Pino Carboni, si sono presi la briga di quantificare l’acqua, potabile, che finisce nel tombino ogni mese; la cifra scaturita è notevole: circa 400 mila litri, che tradotto in soldi equivalgono a oltre 1300 euro. Di interventi da parte degli operai di Abbanoa, o della ditta che opera per suo conto, finora neppure l’ombra. E l’acqua, bene preziosissimo e indispensabile, nonostante le periodiche campagne pubblicitarie che invitano a un consumo più attento e a evitare sprechi, continua disperdesi nei tombini, con buona pace di chi dovrebbe attivarsi per riparare le perdite e chiudere le voragini. L’ennesima perdita non contribuisce certamente a far condividere positivamente ai cittadini oristanesi, e delle frazioni, la decisione di non uscire da Abbanoa adottata qualche giorno fa dal Comune. Fino a novembre del 2014, dei problemi della frazione e della borgata del Rimedio si occupava il Consigliere Comunale Stefano Mureddu, ma da quando ha rassegnato le dimissioni dall’incarico i cittadini della frazione non sanno più a chi rivolgersi per rappresentare i problemi che ci sono, compresi quelli creati dalla lentezza di Abbanoa, relativamente alla risoluzione di quelli creati dalle continue falle che si aprono nella rete idrica. Prima di provvedere alla riparazione di un tubo rotto, sempre nella piazza dei balli, erano passati oltre due mesi. E intanto l’acqua continua a sgorgare e a sprecarsi senza che qualcuno paghi.
Piero Marongiu
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