I preti sono pochi: la diocesi si organizza con maxi-parrocchie
Ieri l’arcivescovo ha incontrato i catechisti dell’Oristanese Presto al via le novità previste dal “Libro del sinodo”
ORISTANO. «Meno chiacchiere e più amore per la nostra Chiesa». Fatti e non parole chiede l'arcivescovo al popolo della diocesi indicando con il "libro del sinodo", approvato ufficialmente domenica 13 settembre, la rotta da seguire. Ieri nella cattedrale di Santa Maria Assunta si sono dati appuntamento centinaia di catechisti di tutta la Sardegna per il convegno annuale regionale sul tema “Quale fedeltà per quale uomo. La sfida di una catechesi umanizzante”.
Il presule arborense vuole trasformare ciascuna delle 85 parrocchie della diocesi in un’autentica “Chiesa tra la gente”, nella vera “fontana del villaggio”, come auspicava 55 anni fa papa Giovanni XXIII. Per centrare questo obiettivo monsignor Ignazio Sanna ha rivoltato la vita diocesana come un calzino e in quasi due anni di lavori sinodali, ai quali hanno partecipato oltre 300 persone, ha riscritto il codice organizzativo della diocesi.
Novità in serie, alcune rivoluzionarie. Come la costituzione delle unità pastorali, cioè collaborazione strutturale interparrocchiale in ambiti specifici: pastorale giovanile, familiare, formazione dei catechisti. «Una parrocchia, da sola, non ha i numeri e le forze per organizzare in proprio le attività di questi ambiti. Se si uniscono le forze di tre o quattro parrocchie in una programmazione sistematica, si possono ottenere - dice il presule - risultati soddisfacenti».
Scelta ormai obbligata per far funzionare una diocesi che su 99 sacerdoti residenti ne registra schierati in parrocchia solamente 64: 35 sono malati o ritirati. Venti paesi non hanno più un parroco residente. Ai fedeli, chiedono giustamente di averne uno, meglio se giovane, monsignor Ignazio Sanna con dispiacere risponde con una battuta. «Non posso ordinare i sacerdoti dal catalogo». Quindi rinnovare è una necessità e un urgenza, dando spazio ai laici.
L'arcivescovo è da sempre sostenitore della corresponsabilità laicale nella vita delle parrocchie. «La scarsità del clero - aggiunge il presule - più che un problema dovrebbe essere considerata un’opportunità per iniziative pastorali che ieri dovevano essere prese per libera scelta e oggi siamo obbligati per necessità».
Nel libro del sinodo in pratica viene passata ai raggi x tutta la chiesa oristanese. Si stabiliscono nuove forme di collaborazione nelle foranie con le unità pastorali interparrocchiali. Si rendono obbligatori gli organismi di partecipazione (consigli pastorali e per gli affari economici), si chiede un progetto parrocchiale per misurarne a posteriori la realizzazione, i progressi fatti, le lacune evidenziate. Catechisti, ministri straordinari per la comunione, le quasi 80 confraternite presenti in diocesi, i gruppi liturgici: a tutti il vescovo affida i compiti a casa e il mandato pastorale. Comprese comunità religiose, di cui 5 maschili e 14 femminili, tre monasteri di clausura, la società di vita apostolica e la pia associazione laicale. La riorganizzazione riguarda anche l'Ufficio Tecnico Diocesano che sarà composto da ingegneri, geometri, architetti, avvocati e commercialisti, professionalità al top per garantire non solamente consulenze tecnico-urbanistiche, ma anche assistenza giuridico-amministrativa, fiscale e tributaria.
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