Mense scolastiche, sconti per chi ha due o più figli
Bosa, lo ha deciso la giunta comunale per andare incontro alle famiglie Prorogati anche i termini per la presentazione dell’Isee: scadranno il 16 ottobre
BOSA. La giunta municipale ha deciso, con una apposita delibera approvata nelle scorse ore, di ridurre il costo dei pasti per le famiglie con due o più figli iscritti alla scuola dell’infanzia e primaria che usufruiscono della mensa. Il servizio sarà attivo in quelle scuole dell’obbligo che nell’offerta formativa inseriscono iniziative di sperimentazione legate al tempo pieno o prolungato, dal dodici ottobre.
Il servizio mensa sarà coperto sul fronte economico in parte da fondi comunali e in parte dalla contribuzione delle famiglie. Quote queste ultime stabilite dall’amministrazione locale “In relazione al reddito, trattandosi di un servizio a domanda individuale”. Cioè, a decorrere dall’anno scolastico 2015/2016 e non senza una forte scia polemica, considerate le bordate arrivate dai banchi della minoranza proprio in merito alle scelte compiute dall’esecutivo. La giunta ha individuato tre fasce di contribuzione, con un incrementando del 20 per cento per il costo dei buoni pasto nella scuola dell’infanzia e superiori rispetto al passato nelle fasce B e C della scuola primaria.
L’esecutivo, nella nuova delibera tiene quindi conto, come annunciato dal sindaco Luigi Mastino nei giorni scorsi, del fatto che “Diversi nuclei familiari numerosi usufruiscono del servizio e che pertanto, al fine di venire incontro alle esigenze delle famiglie con più figli, l’amministrazione intende supportarle prevedendo uno sconto per ogni pasto fruito”.
Lo sconto si traduce in meno 60 centesimi a pasto “A favore dei nuclei familiari in cui sono presenti due o più figli”. Oltre alla decisione di applicare una riduzione di tariffa, sono inoltre prorogati i termini per la presentazione da parte dei genitori della scuola primaria dell’Isee, spostato al 16 ottobre per procedere all’applicazione delle contribuzioni nelle fasce A, B e C, considerato che gli uffici devono istruire le pratiche e che la mensa riprende il 12 ottobre.
Altra decisione dell’esecutivo: tutti i soggetti che non presenteranno l’Isee nei termini stabiliti entro la data di proroga saranno collocati d’ufficio nella fascia C. L’onere maggiore per il comune viene quindi stimato, considerato appunto lo sconto di sessanta centesimi a pasto approvato, in presunti 4.800 euro ad anno scolastico nei mesi in cui è attiva la mensa, cioè da ottobre a dicembre del 2015 e da gennaio a giugno del 2016.
Si tratta di fondi che l’esecutivo dovrà reperire tra le maglie del bilancio comunale.
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